L’AI si prende oltre il 50% del Venture mondiale

Trainati dai miliardi USA, gli investimenti in AI hanno superato il 50% del valore totale dei deal in VC nel 2025, spostando il baricentro della ricerca e dell’innovazione delle startup

Per la prima volta, gli investimenti in Intelligenza Artificiale e Machine Learning hanno superato il 50% del valore totale dei deal di Venture Capital (VC) a livello globale, raggiungendo la cifra astronomica di 270,2 miliardi di dollari, il 52,7% dei 512,6 miliardi di dollari totali investiti dai VC nel corso dell’anno. Lo certifica l’ultimo Report di BestBrokers, intitolato “The State of AI Venture Capital in 2025”, che vede nel settore non più solo una tendenza, ma il nuovo baricentro attorno a cui ruota l’intera finanza tecnologica mondiale. A stupire, considerando i dati, è la velocità esponenziale dell’ascesa: nel 2023, l’AI attirava il 27,5% del capitale, quota salita al 40% nel 2024 e stabilitasi al 52,7% lo scorso anno, superando tutti gli altri settori messi insieme.

E tutto questo è avvenuto in presenza di una contrazione del volume totale dei deal VC è in calo (con il quarto trimestre del 2025 che ha registrato il numero di operazioni più basso dal 2020), segno che gli investitori non finanziano più “a pioggia” puntando sul numero di operazioni e convinti che il guadagno di alcune potrà sopperire alla perdita di altre, ma hanno iniziato a concentrare capitali immensi su pochi campioni nazionali e infrastrutturali, con la conseguenza appunto che la quantità di denaro investito nell’AI ha continuato a crescere.

D’altra parte, basta considerare i maggiori player di Intelligenza Artificiale globali per capire quanto il mercato stia attestandosi su (poche) cifre folli: dal round da 40 miliardi di dollari di OpenAI (cui aggiungere gli accordi con Disney capaci di portare ulteriori miliardi nelle casse del gigante di ChatGPT e i rumors su un prossimo mega-deal da circa 100 miliardi cui parteciperebbe, con 30, Nvidia) ai 30 miliardi recentissimi (tanto da non entrare nel report in questione) di Anthropic, al mega-investimento di Meta per il 49% di Scale AI da 14,3 miliardi (e l’acquisizione di fine 2025 di Manus per entrare da subito e da protagonista nel campo dell’AI Agentica), fino ai 10 raccolti da Elon Musk per xAI. Senza dimenticare l’ingresso trionfale di Bezos con la sua Project Prometheus tra i player mondial.

Ma non solo: l’entusiasmo per l’AI che sembra non riconoscere il tanto atteso (o vaticinato?) effetto-bolla, ha portato al dato quasi paradossale delle cosiddette “Elite Startups”, aziende che hanno ottenuto round record di miliardi di dollari di finanziamento Seed ancor prima di avere un prodotto sul mercato, basandosi esclusivamente sulla reputazione dei fondatori (spesso ex dipendenti di OpenAI o DeepMind). Bezos, appunto, insegna.

La conseguenza di tali investimenti monstre raccolti in poche mani però sta portando a una logica conseguenza, e il report la evidenzia chiaramente: il 2025 ha segnato la fine della fase “esplorativa” dell’AI e il mercato è entrato in una fase di consolidamento dove i grandi player stanno costruendo un fossato competitivo (moat) quasi incolmabile grazie a round di finanziamento che somigliano più a manovre di finanza sovrana che a tradizionale Venture Capital, costringendo le startup più piccole nell’immediato futuro a dimostrare applicazioni pratiche e ricavi solidi per non rimanere schiacciate dai colossi delle infrastrutture, che comunque potrebbero puntare ad acquisirle con exit miliardarie. E in questo caso, appunto, Zukerberg insegna.

Stesso, identico fossato nella distribuzione geografica del Venture, con il nord America e le sue startup a raccogliere il 79,3% del totale globale destinato all’AI, ovvero 214,5 miliardi di dollari e gli USA a destinare quasi il 64% di ogni dollaro investito in startup all’Intelligenza Artificiale, mentre l’Asia ha visto un rallentamento sceso a 15,3 miliardi, solo il 5,7% globale, dovuto a regolamentazioni più stringenti e una via d’uscita (exit) più complessa per gli investitori.

Diversa la situazione dell’Europa, dove la crescita è più misurata, ma costante. L’AI europea ha raccolto 36,7 miliardi di dollari, vale a dire il 13,6% globale, destinando all’Intelligenza Artificiale circa il 43,4% del totale degli investimenti VC, soprattutto grazie a round di finanziamento multi-miliardari per aziende di rilievo come la francese Mistral AI e la britannica Nscale, o la svedese Lovable, posizionandosi come un hub cruciale per l’AI etica e le applicazioni industriali. Una focalizzazione su settori verticali e innovazioni ad alto contenuto scientifico e legale capace di garantire nel futuro ancora uno sviluppo e una fascia di mercato competitiva e differente dagli asset multimiliardari statunitensi.