Nel Piano Strategico 2030 di Snam 14,4 miliardi per l’integrazione energetica

Sicurezza degli approvvigionamenti e Net Zero i due pilastri intorno ai quali costruire una strategia dell’innovazione con il coinvolgimento sempre più diretto di startup in grado di proporre soluzioni disruptive

La definizione delle politiche del prossimo decennio di Snam, con la presentazione del nuovo Piano Strategico 2026-2030 il 5 marzo, vede al proprio centro la transizione energetica europea e il contributo fondamentale delle startup. La visione del gruppo non si limita infatti più solamente a gestire una rete di gasdotti, ma punta a costruire un sistema “multi-molecola” pronto per l’idrogeno e la cattura della CO₂, in un contesto dove la tecnologia digitale e il mondo delle startup giocano un ruolo da protagonisti.

Il piano si articola su due binari paralleli: la sicurezza degli approvvigionamenti e l’accelerazione verso il Net Zero. Al trasporto, andrà la parte maggiore dei 14,4 miliardi di investimenti, con 9,2 miliardi di euro destinati al completamento della Linea Adriatica e allo sviluppo della rete in Sardegna. Seguono lo stoccaggio per 2,1 miliardi, sempre più centrale, anche alla luce dei recenti sviluppi geopolitici, per la resilienza del sistema, e i progetti legati alla decarbonizzazione, come il polo CCS di Ravenna (0,8 miliardi) e la dorsale dell’idrogeno (SoutH2 Corridor), che inizierà a vedere i primi stanziamenti significativi per la fase di ingegneria.

L’elemento di maggiore novità è però la decisa virata sulla Digital & Energy Tech Innovation, cui Snam dedicherà 1 miliardo di euro entro il 2030 per digitalizzare i propri asset, grazie a un’implementazione massiva dell’Intelligenza Artificiale per l’automazione dei processi, lo sviluppo di Digital Twin per monitorare le reti in tempo reale e l’ottimizzazione della manutenzione predittiva per ridurre costi ed emissioni.

Ecco pertanto un nuovo ruolo strategico assunto dalle startup in questo ecosistema, non più semplici fornitori di servizi, ma destinate a divenire partner integrati nella strategia di crescita con cui il Gruppo punta a intercettare le migliori tecnologie sul mercato globale del Venture Capital. Le startup rientrano nei piani di Snam secondo tre assi principali: dallo Scouting Tecnologico per l’individuazione di realtà specializzate in elettrolizzatori di nuova generazione e tecnologie per il monitoraggio delle emissioni fuggitive all’Open Innovation in cui Snam mette a disposizione i propri asset fisici (38.000 km di rete) come “palestra” per testare soluzioni innovative attraverso Proof of Concept (PoC), fino agli Investimenti Diretti con l’entrata nel capitale di imprese ad alto potenziale che sviluppano soluzioni disruptive per il biometano e la gestione dei nuovi corridoi energetici.

Il Piano non si ferma al 2030, ma delinea una prospettiva fino al 2035, ipotizzando investimenti complessivi per 28 miliardi di euro, garantendo una visione a lungo termine all’ecosistema dell’innovazione e alle giovani imprese tech in grado di prospettare un orizzonte di stabilità unico nel panorama industriale italiano e consolidando al contempo il ruolo di Snam come vero e proprio “abilitatore” della transizione energetica.