
Contenuto esclusivo StartupNewsItalia. StartTalk! è il nuovo format di StartupNewsItalia: incontri, interviste, confronti e suggestioni in esclusiva con i diretti protagonisti del mondo startup, a cura del Direttore responsabile di StartupNewsItalia Michele Di Schino

Si definiscono un Atelier di Visioni Sostenibili, punto di incontro tra innovazione e tradizione, lettura nuova e visionaria del design: Maurizio Scilla e Simone Conzato hanno fondato 03_Studio, startup incubata presso l’Ecoarea Startup Lab, partendo da un’ispirazione, una filosofia profondamente ecosostenibile del bello che ci circonda e che con le loro creazioni diventa opera d’arte in continuo rapporto con chi la guarda, la indossa, la vive.
Abbiamo incontrato Maurizio e Simone per una lunga intervista che prende le mosse proprio da qui: la visione, le motivazioni, l’idea che cresce e sboccia in due artisti dalle biografie diverse eppure vicine nella ricerca di una bellezza sostenibile, che portano alla nascita di 03_Studio.
“Io e Maurizio teniamo particolarmente a far comprendere che il nostro piccolo mondo di 03_Studio è proprio un mondo di visioni, è un modo di vedere le cose intorno a noi e una filosofia di approccio alla vita, di abbigliarsi, di farsi circondare dal design e dal bello, ma in un contesto responsabile e sostenibile, che non è più materialismo e sperpero, ma senso di attenzione, di cura, di eleganza e ricchezza nello stesso tempo – ci spiega Simone Conzato, 30 anni nel mondo della moda partendo da Bottega Veneta e la collaborazione con un grande visionario come Lino Dainese, quindi Jean Paul Gaultier e Yohji Yamamoto e marchi come Joseph, Mulberry e Burberry, fino all’esperienza come direttore creativo di Imatra, Iceberg e Iceplay. – “La nostra forza risiede proprio in noi, nelle esperienze e collaborazioni molto importanti che ha avuto Maurizio, come con il gruppo Armani, e nei miei 30 anni di moda come direzione creativa, due artisti e due sensibilità che giungono a una riflessione a largo raggio sul momento che stanno vivendo il design e la moda e si scoprono stanchi di un sistema vecchio che fatica a rinnovarsi e persiste a creare un mercato fondato sullo spreco e sul consumismo anche sfrenato, incapace di fermarsi e fare alcuni passi indietro per modificare la prospettiva, investire nella ricerca, nei materiali recuperati a nuova esistenza e significato, nella qualità artigianale sposata alle nuove tecnologie che interessano tutta la filiera, dalla produzione alla vendita. Questa è la visione sostenibile e responsabile che è stata alla base del nostro progetto, se vogliamo un po’ folle, sicuramente rivoluzionario”.
“Il Covid che ci ha costretti a un’esistenza differente, riducendo al minimo il rapporto umano, chiusi in casa con la paura del domani, è stato anche il momento che ci ha quasi obbligato a una riflessione, a un confronto – ricorda Maurizio Scilla, designer e artista celebrato nel campo del riuso creativo e del design sostenibile, con un percorso professionale di grande spessore che lo ha portato a collaborare con Giorgio Armani all’apertura di oltre 640 boutique nel mondo. – “Abbiamo avuto modo di riflettere, di ragionare e di apprezzare tutte quelle cose che la fretta e il quotidiano in qualche modo ci sottraevano, passavano sotto silenzio. Prima avevamo poco tempo per riflettere e capire, cogliere anche un breve attimo di spazio per noi stessi, per analizzare cosa avremmo potuto sperimentare e innovare. E questa pausa ci ha fatto comprendere che l’unione di questi due personaggi, due artisti, l’incontro tra il designer e lo stilista, ognuno con la sua storia, la sua arte e il suo sviluppo, potevano realizzare insieme un’idea di bellezza sostenibile e continuare allo stesso tempo a sperimentare nel proprio campo”.
Due campi, la moda per Simone Conzato e il design per Maurizio Scilla, accomunati innanzitutto da questa visione, dove il materiale di recupero e perfino di scarto diventa elemento di nuove creazioni, di riscrittura dell’oggetto e della materia prima “sempre di altissima qualità – precisa Simone – “un recupero, sì, ma un recupero sano, di design, un recupero di qualità, sempre tutto made in Italy, sviluppato ed eseguito con artigiani italiani e questo è un ulteriore valore aggiunto, perché il design diventa proprio particolare di ricerca e di alto livello qualitativo, ed è questo che fa la differenza”.
Ecco dunque la necessità di fondare una nuova realtà imprenditoriale dove sviluppare il proprio percorso di ricerca e sperimentazione senza vincoli, unire recupero e tradizione all’innovazione tecnologica e all’Intelligenza Artificiale in una startup per esplorare nuove vie.
L’interior design di Maurizio Scilla è incentrato sul benessere visivo, un interior design di recupero e di rivalorizzazione dell’esistente ricreato e riassemblato attraverso la sua sensibilità artistica nel ricercare e nell’abbinare materiali particolari nella realizzazione di lampade che recuperano cristalli e vetri preziosi e rari resti di precedenti oggetti, una sfera in vetro di Murano unica rimasta di una lampada antica o le braccia di un lampadario di cristallo ormai perduto che l’occhio attento nel cogliere dettagli e la conoscenza dei vari materiali riescono a ricomporre in nuove opere d’arte, in quelle che i galleristi hanno definito sculture di luce che rimandano all’esistenza più profonda di tutte le cose, dei materiali e delle storie delle cose che diventano sostrato del nuovo oggetto e non più ricordo e rifiuto da abbandonare.
La moda di Simone Conzato non vuole avere sesso, non vuole avere stagioni, per uscire dai soliti schemi lavora sulle forme e sulle costruzioni, fino a portare la persona stessa a valorizzare tutto questo con la sua interpretazione e con il suo stile. Nessuna produzione di ulteriore materiale: la linea Love3 recupera materiali già esistenti nel nostro pianeta, solo materiali naturali e di pregio che rappresentano un valore aggiunto al capo quando si osserva e quando si indossa, percependone immediatamente la qualità.
Ma la sperimentazione e la necessità di innovare il mondo della moda non lo hanno fatto fermare, “Perché alla mia esperienza come consulente e alla linea Love3, la mia ambizione è Trama AI, la piattaforma digitale che sto sviluppando e che già nel nome riporta all’intreccio, alla trama appunto, come quando viene costruito un tessuto la cui trama definisce consistenze e struttura” – spiega. – “Questa piattaforma è un po’ la stessa cosa, voglio mettere assieme tutte le mie conoscenze per quanto riguarda i processi di sviluppo di una collezione moda che va dalla ricerca del mood board ai concetti di tendenza all’appetibilità in determinati mercati, fino allo sviluppo proprio degli sketch, dei disegni, grazie all’aiuto e al supporto dell’intelligenza artificiale”, proseguendo poi nella fase forse più complessa e costosa della moda, il momento della presentazione, della sfilata e dello showroom, dei cataloghi, degli shooting fotografici e dei lookbook. “L’aiuto dell’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare la soluzione per costi e tempi di tutta questa fase, perché lascerebbe libero l’artista di continuare a ideare e creare anche tutta la linea di promozione e vendita del prodotto mantenendo sempre la medesima, altissima qualità, che oggi è fortemente limitata dai costi astronomici di passerelle e shooting. Faccio un esempio: se sto pensando a una collezione ispirata all’Africa con 5 o 6 modelli, organizzare lo shooting fotografico comporterebbe un costo enorme, mentre grazie all’intelligenza artificiale potrei ricreare non solo tutta l’ambientazione e le caratteristiche fisiche dei modelli, ma definirne il minimo particolare in maniera ideale e perfettamente rispondente al significato della linea, riducendo costi e tempi in modo drastico e tutelando al contempo pienamente l’ispirazione che c’è dietro il prodotto. Ho fatto l’esempio dello shooting, ma pensiamo ai campi di applicazione davvero infiniti di quest’idea della post-produzione elaborata grazie all’apporto dell’Intelligenza Artificiale, come sfilate e showroom virtuali, fruibili direttamente da casa con esperienze immersive e dedicate”.
Con una ricaduta, è evidente, anche sull’aspetto lavorativo e formativo. “Una grand maison si può permettere tutto questo, lo shooting e la sfilata, certamente, ma quando parliamo di piccole aziende che desiderano avere il proprio brand o di sviluppare determinate collezioni oppure anche grandi case che spesso e volentieri hanno molti brand e danno la priorità solo ad alcuni lasciando gli altri, o perfino delle scuole, degli Istituti che desiderano dare ai propri studenti esperienze di questo mondo complete e di alto valore didattico, ecco che l’idea di Trama AI verrebbe in soccorso di queste realtà, favorirebbe lo sviluppo e la crescita di brand e aziende, rimetterebbe al centro l’idea e la visione della creazione artistica e non più la dipendenza della sua sopravvivenza dai costi della fase di lancio del prodotto, delineerebbe con chiarezza le fasi della creazione e della commercializzazione di una linea. Con un vantaggio anche nell’utilizzo del personale, che oggi non basta mai e che lavora praticamente su ogni aspetto del circuito e non riesce magari a esprimere la propria qualificatissima professionalità in un ambito più specifico”.
Parlare con Simone e Maurizio ti dà netta l’impressione che la loro filosofia è in continua evoluzione e sviluppo, pronta a interessare altri ambiti del fashion e, soprattutto, a realizzare qualcosa di condiviso tra le due arti. “Le abbiamo chiamate forniture” – conferma Maurizio, – “le abbiamo chiamate così perché rappresentano l’amore che condividiamo per la natura, per le persone e per gli animali. Il progetto iniziale di creare una linea insieme è nato da lì, dal desiderio di fare, di fornire appunto alla gente oggetti che incarnino un’emozione e un sentimento. Ecco da dove sono nate le candele in cera naturale Pietra amore per la natura e Safira amore per gli animali e la linea di profumazione certificata, con Afrodite amore per le persone, Milo amore per gli animali e Rugiada amore per la natura, tre fragranze differenti con una percentuale elevata di essenza selezionata che garantisce un’esperienza olfattiva intensa, forniture appunto pensate per trasformare gli ambienti in oasi di benessere”. A breve, l’uscita della candela Odium amore per le persone, che conferma già dalla scelta del nome quasi un desiderio di capovolgere gli aspetti malsani e dolorosi della vita nel loro opposto, di scovare, anche nel buio, il bello della luce.
“Ogni dettaglio è stato studiato con cura, con i contenitori in vetro riciclato e il tappo in travertino recuperato dagli scarti di un marmista di Mottola, in provincia di Taranto, che viene lavorato dagli artigiani che ancora a oggi sono delle eccellenze italiane e così creiamo questi tappi che possono fare o da display per il profumatore stesso o da abbellimento nella parte superiore, dove entrano i legni color nero in bambù” – spiega Simone. – “L’intenzione è quella di tornare indietro, di creare un rapporto più diretto con chi utilizza e chi compra questi pezzi, coinvolgere il consumatore finale fin dall’inizio, dalla vista del pezzo e dalla storia che c’è dietro ogni materiale utilizzato e che diventa anch’essa sua perché comprende in questo incontro la motivazione e il luogo da dove nasce l’oggetto, la fornitura che sta acquistando. Oggi non abbiamo bisogno praticamente di nulla, e mercificare qualsiasi cosa senza donargli quel di più di senso diventa meccanica, omologazione, consumismo. La differenza, quando acquistiamo un oggetto di design, dev’essere il valore che c’è dietro, la storia, anche la coccola se vogliamo, quell’emozione che ci dà qualcosa in più e questo nelle nostre linee c’è, perché c’è un’idea forte dietro che le caratterizza, dalla ricerca del materiale al prodotto finale, la nostra idea di design sostenibile”.
“Noi abbiamo sposato, possiamo dire, tutto questo pianeta. L’abbiamo sposato perché condividiamo la bellezza per quello che ci gira intorno e proprio perché tutta la frenesia che ognuno di noi vive in questo tipo di società non ci lascia mai soffermare per una riflessione, perché qualsiasi cosa facciamo la diamo per scontata e non ci accorgiamo di tutto quello che veramente andiamo a creare nel rispetto della natura o degli animali stessi o delle persone stesse. Creare bellezza è un po’ ridare indietro al pianeta quello che ci dona gratuitamente ogni giorno, è dimostrare che ce ne accorgiamo e facciamo di tutto per dargli valore rispettandolo, questa è in fondo la nostra mission e il nostro messaggio” – conclude Maurizio.

L’analisi di StartupNewsItalia. Simone Conzato e Maurizio Scilla sono due veri artisti, capaci di assegnare pari importanza alle opere e al loro processo di realizzazione, grazie a una filosofia ben definita e totalmente sostenibile di recupero di materiali di pregio per creare design e moda di altissima qualità. La linea di produzione comune è un brand in via di sviluppo interessante e innovativo, che si può ampliare in nuove produzioni, in particolare nel campo del design. Attenzione a Trama AI, che promette di diventare una soluzione capace di aprire il mondo dell’alta moda a quelle realtà medie e piccole che oggi ne sono escluse per gli elevati costi di post-produzione.

