Eureka! Fund II – Deep Tech Lazio e NVM Venture Lazio partono con primi closing complessivi per oltre 43 milioni di euro. Lazio Innova è anchor investor con quasi 35 milioni attraverso Lazio Venture 2
In poche settimane il Lazio rafforza la propria piattaforma di venture capital con due nuovi fondi dedicati al deep tech, al technology transfer e alle tecnologie dual-use. Il 28 settembre 2026 Eureka! Venture SGR ha annunciato il lancio di Eureka! Fund II – Deep Tech Lazio, successor fund di Eureka! Fund I – Technology Transfer, con un primo closing di circa 20 milioni di euro e Lazio Innova come anchor investor con 16 milioni attraverso Lazio Venture 2, iniziativa promossa dalla Regione Lazio nell’ambito del PR FESR 2021–2027. Il fondo prevede inoltre un meccanismo di ripartizione asimmetrica di profitti e perdite a favore degli investitori privati.
Il 6 ottobre 2026 è stata poi la volta di NVM Venture Lazio, primo comparto di Nevermind (NVM) SICAV-RAIF S.c.A., fondo multi-comparto dedicato alle tecnologie di frontiera in Italia ed Europa, con il primo closing a 23,6 milioni di euro e un obiettivo finale di 35 milioni. Anche in questo caso, Lazio Innova ha sottoscritto 18,83 milioni tramite Lazio Venture 2. NVM Venture Lazio punta a costruire un portafoglio di 10-15 società dual-use in fase pre-seed e seed, operando prevalentemente come lead investor.
Sono due fondi che testimoniano insieme la vitalità dell’ambiente romano-laziale e la nuova frontiera degli investimenti pubblico/privato, alla ricerca di tecnologie di ampia applicabilità (dual-use) in grado di scalare velocemente. E se Eureka! Fund II – Deep Tech Lazio nasce come evoluzione naturale del primo fondo lanciato nel 2020, mantenendo continuità di team, strategia e approccio, NVM Venture Lazio rappresenta una novità, di intenti e di approccio.
Eureka! Fund II – Deep Tech Lazio, infatti, investirà nelle fasi iniziali e di sviluppo di spin-off, startup e PMI innovative, con particolare attenzione ai passaggi di validazione industriale, industrializzazione e crescita, privilegiando tecnologie proprietarie, proprietà intellettuale, know-how scientifico e soluzioni hardware e software con elevate barriere all’ingresso. Gli ambiti di investimento includono cambiamento climatico e transizione energetica, sostenibilità ed economia circolare, industria e manifattura avanzata, mobilità, infrastrutture e logistica, sicurezza e difesa, silver age e longevità. Comprende inoltre le Tecnologie STEP, con focus su advanced manufacturing e robotica, AI & Physical AI, quantum technologies e materials science.
NVM Venture Lazio è strutturato invece secondo un modello multi-comparto, che permette di affiancare a ciascuna tesi di investimento team con competenze verticali, offrendo agli emerging manager una struttura istituzionale comune per governance, gestione dei rischi e compliance. Il comparto investe in startup deep tech con applicazioni dual-use, soprattutto in settori quali aerospazio, settore marittimo, robotica e sistemi autonomi, cybersicurezza, impiego dell’AI per la difesa, infrastrutture energetiche, nuovi materiali, manifattura avanzata e biotecnologie. L’obiettivo è accompagnare le startup nel passaggio più delicato: dalla validazione tecnologica alla costruzione del prodotto, dal primo cliente all’industrializzazione.

L’analisi di StartupNewsItalia. Nel 2025 le startup europee con applicazioni dual-use hanno raccolto un record di 8,7 miliardi di dollari di venture capital, il 55% in più rispetto all’anno precedente e in Europa il settore rappresenta ormai il 43% di tutti gli investimenti in deep tech, contro il 20% del 2022, con un capitale che resta però concentrato nel Regno Unito e in Germania, lasciando all’Italia uno spazio ancora ampio che in particolar modo NVM si propone di colmare. Con Eureka! Fund II – Deep Tech Lazio e NVM Venture Lazio, il Lazio compie un salto di qualità infatti nella costruzione di una filiera regionale del venture capital specializzato, attraverso due fondi sostenuti entrambi da Lazio Innova attraverso Lazio Venture 2, in grado di coprire asset complementari ma in parte sovrapposti. Insieme, i primi closing superano i 43 milioni di euro, di cui quasi 35 milioni mobilitati da Lazio Innova, con un effetto leva sul capitale privato e istituzionale. L’impatto sull’ecosistema è potenzialmente significativo perché aumentano le risorse per colmare la “valle della morte” tra ricerca e mercato, si attraggono manager specializzati e capitali esterni, si rafforzano le filiere industriali strategiche del territorio e si creano nuove opportunità per spin-off, startup e PMI innovative. Resta, sullo sfondo, ancora la necessità di follow-on capital per accompagnare le società oltre le fasi iniziali, il rischio di frammentazione tra più veicoli, la dipendenza dalle risorse pubbliche come anchor e la lunghezza dei cicli di sviluppo deep tech. Se coordinate, queste iniziative possono però trasformare il Lazio in un polo nazionale ed europeo del venture capital deep tech e dual-use, capace di trattenere talenti, attrarre investimenti e convertire la ricerca in imprese ad alto potenziale.
il Direttore Responsabile Michele Di Schino

