Interrogare il digitale per superare lo smarrimento iperconnesso del presente, tre giorni di festival per ridare una dimensione umanistica all’innovazione tecnologica

Il focus è quello di ripensare il nostro rapporto con il digitale, in un’epoca in cui l’accelerazione tecnologica rischia di generare molta più confusione che consapevolezza: la prima edizione del DIGEAT Festival si propone come un momento per rallentare, approfondire, interrogarsi in un contesto dominato da consumo affannato, iper-connessione straniante e scelte spesso dettate dall’automatismo algoritmico. Si tratta di una scelta nuova e che guarda al mondo dell’innovazione con uno sguardo critico e incentrato sull’umano, espressione di una necessità sempre più impellente all’interno del dibattito sull’innovazione, soprattutto digitale, e sul suo impatto sulla società e sulle persone. L’evento, ideato da Digitalaw in co-branding con la Regione Puglia e trasposizione fisica del Progetto editoriale DIGEAT, proporrà tre giorni di incontri, dibattiti e riflessioni nella splendida cornice di Lecce, tra l’Ex Convitto Palmieri, il Castello Carlo V e altre sedi storiche, dal 27 al 29 novembre.
“A momentary lapse of reason” – un temporaneo cedimento della ragione – è il titolo della tre giorni, mutuato dai Pink Floyd e che ben rappresenta l’obiettivo dell’evento: proporsi come antidoto a questo smarrimento collettivo, offrendo uno spazio per ritrovare la ragione, il pensiero, la consapevolezza e per attivare un pensiero digitale critico e cosciente, che sappia coniugare innovazione e memoria, etica e tecnologia, norme e futuro. Come sottolinea l’ideatore Andrea Lisi, il Festival si propone come “un invito a rallentare per comprendere e affrontare i cambiamenti digitali in atto con maggiore lucidità,” attivando un pensiero digitale critico e cosciente, che sappia coniugare innovazione, memoria, etica e tecnologia. La visione è capovolta: il digitale non è più celebrato come fine e soluzione di tutte le cose da accettare in maniera acritica, ma viene al contrario interrogato come mezzo da orientare verso la sostenibilità, la responsabilità e il bene comune partecipato per promuovere una cultura digitale solida, etica e interdisciplinare.
Ricco il panel degli interventi nella tre giorni del festival, con un calendario pensato per intercettare le esigenze di un pubblico vasto e altamente specializzato, dai professionisti alle istituzioni, fino ai semplici appassionati:
- 27 Novembre – Formazione Specialistica: Una giornata dedicata ai laboratori professionalizzanti (a numero chiuso con ticket), pensati per DPO, CISO, RDC e consulenti, con focus su gestione dei data breach, DPIA, archivi digitali e compliance dell’IA. L’inaugurazione ufficiale, tuttavia, sarà aperta a tutti con la presentazione del progetto photoeditoriale ANABASI e l’incontro–spettacolo L’Angolo di J-Lo, un dialogo ironico tra umanità e intelligenza artificiale.
- 28 Novembre – Divulgazione e Dibattito: Una giornata di conferenze e talk gratuiti e aperti al pubblico (con prenotazione obbligatoria), che esploreranno le macroaree del digitale (sanità, finanza, business, PA, etica e diritto) attraverso le voci di esperti nazionali e internazionali.
- 29 Novembre – Dialogo con le Istituzioni: Il convegno di chiusura, anch’esso gratuito, vedrà il coinvolgimento di stampa e istituzioni nazionali (tra cui figure di spicco come il Presidente del Garante Privacy Pasquale Stanzione e il Direttore Generale della DG CONNECT della Commissione Europea Roberto Viola) per tracciare un bilancio e dialogare sul futuro digitale del Paese.

