DIGEAT Festival 2025: a Lecce la prima edizione dell’evento sul digitale consapevole

Interrogare il digitale per superare lo smarrimento iperconnesso del presente, tre giorni di festival per ridare una dimensione umanistica all’innovazione tecnologica

Il focus è quello di ripensare il nostro rapporto con il digitale, in un’epoca in cui l’accelerazione tecnologica rischia di generare molta più confusione che consapevolezza: la prima edizione del DIGEAT Festival si propone come un momento per rallentare, approfondire, interrogarsi in un contesto dominato da consumo affannato, iper-connessione straniante e scelte spesso dettate dall’automatismo algoritmico. Si tratta di una scelta nuova e che guarda al mondo dell’innovazione con uno sguardo critico e incentrato sull’umano, espressione di una necessità sempre più impellente all’interno del dibattito sull’innovazione, soprattutto digitale, e sul suo impatto sulla società e sulle persone. L’evento, ideato da Digitalaw in co-branding con la Regione Puglia e trasposizione fisica del Progetto editoriale DIGEAT, proporrà tre giorni di incontri, dibattiti e riflessioni nella splendida cornice di Lecce, tra l’Ex Convitto Palmieri, il Castello Carlo V e altre sedi storiche, dal 27 al 29 novembre.

A momentary lapse of reason” – un temporaneo cedimento della ragione – è il titolo della tre giorni, mutuato dai Pink Floyd e che ben rappresenta l’obiettivo dell’evento: proporsi come antidoto a questo smarrimento collettivo, offrendo uno spazio per ritrovare la ragione, il pensiero, la consapevolezza e per attivare un pensiero digitale critico e cosciente, che sappia coniugare innovazione e memoria, etica e tecnologia, norme e futuro. Come sottolinea l’ideatore Andrea Lisi, il Festival si propone come “un invito a rallentare per comprendere e affrontare i cambiamenti digitali in atto con maggiore lucidità,” attivando un pensiero digitale critico e cosciente, che sappia coniugare innovazione, memoria, etica e tecnologia. La visione è capovolta: il digitale non è più celebrato come fine e soluzione di tutte le cose da accettare in maniera acritica, ma viene al contrario interrogato come mezzo da orientare verso la sostenibilità, la responsabilità e il bene comune partecipato per promuovere una cultura digitale solida, etica e interdisciplinare.

Ricco il panel degli interventi nella tre giorni del festival, con un calendario pensato per intercettare le esigenze di un pubblico vasto e altamente specializzato, dai professionisti alle istituzioni, fino ai semplici appassionati:

  • 27 Novembre – Formazione Specialistica: Una giornata dedicata ai laboratori professionalizzanti (a numero chiuso con ticket), pensati per DPO, CISO, RDC e consulenti, con focus su gestione dei data breach, DPIA, archivi digitali e compliance dell’IA. L’inaugurazione ufficiale, tuttavia, sarà aperta a tutti con la presentazione del progetto photoeditoriale ANABASI e l’incontro–spettacolo L’Angolo di J-Lo, un dialogo ironico tra umanità e intelligenza artificiale.
  • 28 Novembre – Divulgazione e Dibattito: Una giornata di conferenze e talk gratuiti e aperti al pubblico (con prenotazione obbligatoria), che esploreranno le macroaree del digitale (sanità, finanza, business, PA, etica e diritto) attraverso le voci di esperti nazionali e internazionali.
  • 29 Novembre – Dialogo con le Istituzioni: Il convegno di chiusura, anch’esso gratuito, vedrà il coinvolgimento di stampa e istituzioni nazionali (tra cui figure di spicco come il Presidente del Garante Privacy Pasquale Stanzione e il Direttore Generale della DG CONNECT della Commissione Europea Roberto Viola) per tracciare un bilancio e dialogare sul futuro digitale del Paese.