Legambiente ha pubblicato il nuovo rapporto Ecosistema Scuola, che delinea un sistema scolastico italiano ancora in perenne ritardo: il 31,7% degli edifici necessita di interventi urgenti, quota che sale al 54,2% nelle Isole. Solo lievi passi in avanti con il PNRR
La scuola italiana rimane in perenne ritardo, con edilizia scolastica e servizi che crescono troppo lentamente e a velocità diverse, mantenendo marcate differenze tra Nord, Centro e Sud della Penisola anche in termini di finanziamenti. È quanto emerge dal nuovo rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, giunto alla 26esima edizione, che quest’anno propone una doppia analisi mettendo in fila i dati 2025 sullo stato di salute di 7.188 edifici scolastici di competenza comunale, tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti. Il rapporto fornisce anche, per la prima volta, un bilancio provvisorio sullo stato di avanzamento dei progetti del PNRR per l’edilizia scolastica, partendo dall’analisi dei dati del Catalogo Open Data di Italia Domani di giugno.
I dati che suscitano maggiore sensazione sono sulla sicurezza strutturale degli edifici, con quasi un edificio su tre (31,7%) nel 2025 che necessita ancora di lavori urgenti, dato che al Sud si impenna al 45,2% e nelle Isole raggiunge addirittura il 54,2%, mentre si ferma sotto il 27% nel Centro Nord. E ancora la sicurezza, stavolta sismica, provvede a fornire un quadro preoccupante: il 57,2% delle scuole non è ancora stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica, obbligo introdotto dall’OPCM n. 3274/2003 e quindi atteso da oltre vent’anni. Nelle Isole la quota arriva al 76,8%, ma il dato smentisce anche la geografia abituale dei ritardi, anche se sono al Nord gli edifici senza verifica più numerosi, addirittura il 64,9%, più che al Sud (42,8%) e al Centro (33,7%). in zona sismica 1 ci sono 401 scuole e solo 30 risultano progettate o adeguate alla normativa antisismica, appena il 7,5%, mentre le nuove scuole edificate negli ultimi cinque anni rappresentano ancora appena l’1,3% del patrimonio monitorato.
I passi avanti nella sicurezza sono più burocratici che strutturali, con le certificazioni di sicurezza che vedono gli edifici con certificato di agibilità passare dal 47,2% del 2024 al 53,5%, anche grazie all’aumento anche gli interventi di efficientamento energetico, che hanno interessato il 19,4% degli edifici scolastici contro il 15,9% della precedente rilevazione. Tuttavia, il certificato di prevenzione incendi è presente solo nel 56,0% dei casi e il collaudo statico nel 47,7%, il che significa che per più della metà del patrimonio monitorato manca l’atto che certifica la sicurezza della struttura. La media nazionale nasconde divari pesanti: l’agibilità raggiunge il 71,9% al Nord ma scende al 31,6% al Sud e al 25,5% nelle Isole.
I servizi legati alla mobilità sostenibile e spazi verdi rappresentano un ulteriore motivo di preoccupazione: le zone 30 sono presenti solo in poco più del 35% degli edifici monitorati, mentre le strade scolastiche interessano solo il 7,8% degli edifici. Nel 2025 lo scuolabus, servizio strategico per il diritto allo studio e sostegno alle famiglie, è presente in meno di una scuola su quattro e registra i livelli più bassi nel Nord e nelle Isole, dove interessa meno del 18% degli edifici, mentre i servizi di pedibus e bicibus restano confinati a meno del 7% degli edifici scolastici, prevalentemente concentrati nelle regioni del Nord. E se il 64,4% delle scuole dispone di giardino o aree verdi, appena il 38,9% le utilizza per la didattica all’aperto, solo il 50,2% degli edifici dispone di impianti sportivi e, laddove presenti, il 40% non risulta accessibile in orario extrascolastico.
Il problema risiede anche nella disparità geografica dei finanziamenti, che a fronte di una media nazionale di 48.054 euro stanziati per edificio per la manutenzione straordinaria e ordinaria, vede il Nord e il Centro superare rispettivamente i 64mila e i 68mila euro, mentre il Sud si ferma a 5.557 euro e le Isole a 10.247.
E il PNRR? Se da un lato ha rappresentato una leva importante per l’edilizia scolastica, con 11,65 miliardi di euro destinati a circa 9.500 interventi su scuole, mense, palestre e asili, soprattutto per gli interventi relativi alla messa in sicurezza e riqualificazione (3.078 interventi, 4,86 miliardi di euro stanziati), con il 42,9% dei progetti già conclusi, e quelli destinati alle infrastrutture sportive scolastiche (408 interventi, 310 milioni di euro), chiusi per il 36,3%, i ritardi si sono registrati su nuove scuole e asili nido, perché su 206 progetti di nuove scuole, solo l’1,9% risulta concluso (4 scuole su 206), il 37,9% è in fase di collaudo e ben il 58,7%, ossia sei progetti su dieci, è ancora in esecuzione dei lavori. Per gli asili nido, su 3.841 progetti avviati, quasi un progetto su due (45,5%) risulta ancora in fase realizzativa.
Legambiente affianca al report un pacchetto di cinque proposte indirizzate al Governo, con interventi chiave per migliorare la governance della scuola e dei servizi. L’associazione chiede un piano nazionale di rigenerazione e manutenzione delle scuole, con investimenti stabili per garantire aule e cortili accoglienti, attrezzati, sicuri e belli in tutti gli istituti scolastici del Paese .
“In Italia l’accesso agli spazi verdi e agli impianti sportivi è ancora troppo limitato. Una carenza che pesa sul benessere quotidiano di studentesse e studenti e sulla qualità della loro esperienza educativa”, dichiara Claudia Cappelletti, responsabile scuola di Legambiente.

