La call unisce innovazione e tutela dell’ambiente, poiché i team selezionati si confronteranno con le sfide più urgenti del settore, sempre profondamente unite all’ambiente che ci circonda e alla sua difesa e tutela
La seconda edizione del Foodtech Incubator, il programma nazionale promosso da Italia Agrifood Innovation Hub (Itaih) in collaborazione con Eatable Adventures, tra i principali acceleratori Foodtech a livello globale, è aperta con l’obiettivo è trasformare ricerca, idee early stage, spin off e startup in nuove opportunità d’impresa per il settore agroalimentare. Il bando si chiude il 20 ottobre, per arrivare a selezionare fino a 10 nuovi progetti ad alto potenziale tecnico-scientifico, appartenenti a cinque ambiti chiave dell’innovazione agroalimentare: Agricoltura Innovativa, Ingredienti & Prodotti Next-Gen, Economia Circolare & Upcycling, Biotech & Nuovi Processi Produttivi e Deep Tech per la filiera agroalimentare.
La call unisce innovazione e tutela dell’ambiente, poiché i team selezionati si confronteranno con le sfide più urgenti del settore, sempre profondamente unite all’ambiente che ci circonda e alla sua difesa e tutela: dalla digitalizzazione dell’agricoltura al cambiamento climatico, dall’evoluzione delle abitudini alimentari fino all’urgenza di un nuovo equilibrio tra salute dell’uomo e del pianeta, il focus della call dimostra come il comparto AgriTech sia probabilmente il maggiore e diretto interessato nell’elaborare soluzioni capaci di coniugare crescita e difesa dell’enviroment.
Il programma prevede un percorso di 10 settimane (da novembre 2026 a febbraio 2027) che unisce formazione, mentorship e workshop, attraverso un confronto diretto con aziende e investitori, aperto con un Bootcamp intensivo di due giorni in presenza presso l’Università degli Studi di Verona e culminante a febbraio 2027 con il Demo Day, l’evento in cui i progetti scelti saranno presentati ufficialmente a investitori, partner istituzionali e grandi aziende della filiera AgriFoodTech.
Italia Agrifood Innovation Hub ha costruito negli anni un ecosistema capace di produrre un sicuro e profondo impatto nel comparto AgriTech nazionale: nato dalla collaborazione tra Fondazione Cariverona ed Eatable Adventures, realizzato con il supporto dei partner dell’Hub, il patrocinio di Federalimentare e il contributo scientifico di Università degli Studi di Padova, Confagricoltura Verona, Università degli Studi di Verona, Università degli Studi di Foggia e Best4Food, Centro di Scienza e Tecnologia Alimentare dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’hub è oggi punto di riferimento per la ricerca e il supporto alla crescita di idee e startup potenzialmente disruptive nel settore.

L’analisi di StartupNewsItalia. Il settore agritech italiano presenta sostanzialmente due criticità, il trasferimento tecnologico e la disparità territoriale, che Itaih vuole affrontare con il Foodtech Incubator, forte dell’esperienza della prima edizione. In Italia, solamente il 17,6% delle tecnologie nasce dalla collaborazione diretta con le università, nonostante il 90% dei founder sia laureato e il 35,2% sia in possesso di un dottorato di ricerca, e il 70% degli spin off universitari è concentrato nel Centro Nord, mentre al Sud, dove risiede il 44% delle imprese agricole italiane, l’innovazione fatica a raggiungere il tessuto produttivo. Lo squilibrio territoriale penalizza fortemente il Mezzogiorno. Secondo il report “Next-Gen Food” di Cariplo Factory (2026), su 118 startup e PMI innovative mappate lungo la filiera alimentare, la Lombardia da sola concentra il 32% delle aziende, seguita da Veneto (11%) ed Emilia-Romagna (10%), mentre al Sud la Puglia rappresenta solo il 5%. La concentrazione geografica degli investimenti è ancora più marcata, con il 69% del capitale totale raccolto si concentra nelle aziende con sede al Nord, una distanza che si misura anche a livello di adozione tecnologica nelle aziende agricole, poiché i dati ISTAT 2026 evidenziano un divario analogo: nel Nord-est il 24,5% delle imprese investe in innovazione, contro appena il 6,2% nel Sud e l’8,1% nelle Isole.
il Direttore Responsabile Michele Di Schino

