Green data center, un mercato da 155 miliardi di dollari. L’Italia accelera con due mega-investimenti strategici

Infrastrutture così energivore non riusciranno più a basarsi unicamente su contratti di fornitura elettrica verde o compensazioni delle emissioni, ma dovranno nell’immediato futuro puntare a ridurre direttamente l’energia necessaria per alimentare e raffreddare server, acceleratori e apparati di rete

L’espansione dei green data center sta conoscendo una crescita senza precedenti della domanda elettrica generata dalle infrastrutture digitali: secondo l’International Energy Agency (IEA), il consumo mondiale dei data center potrebbe quasi raddoppiare, passando da circa 485 TWh nel 2025 a 950 TWh nel 2030, fino a rappresentare intorno al 3% della domanda elettrica globale. Nello stesso periodo, i consumi dei centri specializzati nell’AI sono attesi crescere a una velocità ancora superiore, fino a triplicare, con una domanda elettrica del comparto che potrebbe aumentare a un ritmo vicino al 15% annuo, oltre quattro volte quello previsto per gli altri settori. Gran parte dell’incremento sarà tra i due competitor mondiali dell’AI, Stati Uniti e Cina, ma anche in Europa i consumi dei data center potrebbero salire di oltre 45 TWh, con una crescita intorno al 70%.

E di fronte a numeri così impressionanti, si fa strada l’idea che infrastrutture così energivore non riusciranno più a basarsi unicamente su contratti di fornitura elettrica verde o compensazioni delle emissioni, ma dovranno nell’immediato futuro puntare a ridurre direttamente l’energia necessaria per alimentare e raffreddare server, acceleratori e apparati di rete. I data center, per continuare ad esistere, dovranno dipendere da investimenti massicci in energie rinnovabili, sistemi di raffreddamento liquido e software di gestione avanzati, in un mercato globale dei green data center che, secondo le previsioni di MarketsandMarkets, passerà dai 48,26 miliardi di dollari del 2025 a 155,75 miliardi entro il 2030, con un tasso medio annuo di crescita del 26,4%.

In Italia, due grandi programmi di investimento per la realizzazione di data center sostenibili, rispettivamente in Lombardia e in Sardegna, si stanno muovendo in questa direzione, per una mobilitazione di capitali complessiva di circa 6,8 miliardi di euro.

Il primo programma, della società K2 Strategic Infrastructure Italy, prevede lo sviluppo di un campus hyperscale per data center di capacità complessiva fino a 400 MW nei Comuni di Zibido San Giacomo e Lacchiarella, nell’area metropolitana di Milano. L’investimento stimato è di circa 5,3 miliardi di euro e genererà, durante i quattro anni di sviluppo e costruzione, un fabbisogno occupazionale medio di circa 2.000 unità lavorative annue, per arrivare a regime a 200 posti di lavoro diretti ad alta specializzazione e circa 1.300 unità nell’indotto permanente.

Il secondo programma, denominato “Digital Vault Sulcis” e promosso dalla società Energy Vault Sulcis, controllata da Energy Vault Holdings Inc., rappresenta un esempio di riconversione sostenibile: il progetto prevede infatti la realizzazione, presso l’ex miniera di carbone di Monte Sinni a Nuraxi Figus (Gonnesa, Sud Sardegna), di un Data Center Edge AI integrato con infrastrutture per la produzione e l’accumulo di energia rinnovabile. L’iniziativa mobilita un investimento di circa 1,49 miliardi di euro e comprende un data center con capacità fino a 30 MW, generando a regime una stima di circa 400 posti di lavoro annui tra occupazione diretta e indotto.

Con questi due nuovi interventi, salgono a sette i programmi approvati ai sensi dell’articolo 13 del “Decreto Asset”, per un valore complessivo che supera i 25 miliardi di euro, portando così l’Italia a diventare un hub europeo di riferimento per le infrastrutture digitali sostenibili, intercettando la corsa globale all’efficienza energetica dei data center alimentata dall’intelligenza artificiale.