State of European Tech 2025: in Italia ancora limiti nel Growth-Stage

L’Italia si conferma come un attore in crescita ma deve urgentemente superare il deficit di scaling

I dati relativi all’Italia nel report State of European Tech 2025 di Atomico confermano la crescita generale delineata a livello europeo, pur se con una marcata particolarità: l’Italia proietta investimenti in capitale di rischio per circa €1 miliardo nel 2025, una cifra che consolida gli investimenti in Venture Capital, ma che è rimasta stabile negli ultimi cinque anni (2021-2025), segnale che l’Italia non è ancora riuscita a sbloccare i finanziamenti in fase di crescita avanzata, a differenza della Spagna, che è proiettata a raggiungere $1.4 miliardi di finanziamenti nel 2025.

Il problema italiano non è più la fondazione di nuove aziende (early-stage), ma il finanziamento della loro crescita. La difficoltà a raccogliere capitali late-stage per far crescere, dopo la prima fase, le startup italiane sembra essere il problema da affrontare con immediatezza per quanto riguarda il nostro ecosistema: mancano Mega-Round (>$100M) per il 2025, pur in presenza di un solido bacino di talenti, con circa 167.000 persone impiegate nel settore tech, un aumento di 6 volte in un decennio (erano 26.000). A lungo termine, le proiezioni indicano che l’Italia potrebbe attrarre $7.7 miliardi totali di investimenti tra il 2025 e il 2034, una crescita potenziale di quasi 12 volte rispetto al decennio precedente.

Per superare queste barriere, l’Italia deve intervenire sulla reperibilità dei fondi e sull’infrastruttura normativa, includendo l’allineamento dei fondi pensione per sbloccare capitali per il VC e adottando quadri legali europei (come il regime EU-INC ipotizzato) per semplificare la burocrazia e facilitare la crescita transfrontaliera.