Invitalia: in tre anni erogati 1,5 miliardi di euro a oltre 15.000 imprese, la sfida è nello scale-up per riprendere l’Europa

Il Meeting tenutosi a Milano in collaborazione con la Regione Lombardia è stato la vetrina per i risultati raggiunti dall’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo

Il VI Meeting del Sistema Invitalia Startup fotografa la situazione dell’impatto economico dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo nell’ecosistema startup italiano, con un deciso impegno verso il finanziamento verso lo scale-up. L’evento ha riunito oltre 300 protagonisti dell’ecosistema, dagli imprenditori ai venture capitalist, dalle università ai centri di ricerca, certificando un triennio di grandi numeri elaborati dall’Osservatorio Invitalia: in tre anni sono stati erogati 1,5 miliardi di euro a supporto di oltre 15.000 nuove imprese su tutto il territorio nazionale, mobilitando un flusso complessivo di investimenti pari a ben 1,9 miliardi di euro.

“Invitalia è una leva istituzionale importante, un partner che fornisce servizi reali ad alto valore aggiunto per iniziative che contribuiscono alla competitività del Paese con progetti ad alto contenuto di innovazione, tecnologia e creatività. Il titolo dell’incontro di oggi racconta bene anche una delle missioni dell’Agenzia e il senso del nostro impegno: creare connessioni, creare reti non solo virtuali ma anche reali fra le persone, realizzare opportunità d’incontro e di collaborazione tra tutti i protagonisti del mondo dell’innovazione”, ha dichiarato Bernardo Mattarella, Amministratore Delegato di Invitalia, confermando come il titolo dell’incontro “Connettere, Collaborare, Crescere”, sia incentrato su un ruolo che l’Agenzia vuole ricoprire non solo di finanziamento di imprese innovative, ma anche di sostegno a categorie strategiche del Paese, come il sostegno fornito a 5.500 imprese femminili e a 5.700 iniziative guidate da under 36 che incide direttamente sul gender gap e sul tessuto produttivo italiano.

Un’analisi più approfondita dei dati indica con chiarezza dove si concentra l’innovazione italiana e l’efficacia del supporto pubblico, partendo dalla conferma di una realtà solida a livello regionale come la Lombardia, che conta circa il 24% delle startup finanziate con Smart&Start Italia, seguita però da regioni che allargano anche al centro e al sud la mappa dell’innovazione: la Puglia (circa 11%), la Campania (circa 10-11%) e il Lazio (circa 9%).

Per quanto riguarda i settori, il nostro ecosistema vira nettamente verso l’alta intensità tecnologica, con una forte dominanza del digitale. In testa alla classifica si posiziona infatti la Web Technology (che include Cloud computing, IoT, e-commerce e Social network) la quale assorbe ben il 40% dei finanziamenti. Seguono con quote significative l’Industria High Tech con il 18% e le Life Science con il 16% (quest’ultimo comparto include Biotech, Medtech, diagnostica e telemedicina). Due gli asset legati alla sostenibilità che intercettano una buona fetta dei finanziamenti, con Ambiente ed energia che raccoglie il 10% e le Smart Cities che assommano il 7% dei finanziamenti. Chiudono la classifica l’IT e infrastrutture con il 6% e, infine, il Turismo e Beni culturali con il 3%.

Il dato forse più interessante è però nella qualità delle idee finanziate, con un elevatissimo tasso di sopravvivenza a 5 anni delle startup finanziate da Smart&Start pari all’85%, nettamente superiore alla media nazionale italiana di circa il 50% e una selezione dei progetti che funge da garanzia anche per il capitale privato, con il rapporto tra denaro pubblico erogato e investimenti totali mobilitati di circa 1 a 1,3.

L’obiettivo ambizioso è quello di essere sempre più decisivi nello scale-up, il vero obiettivo di crescita futura di Invitalia con programmi come SPIN, dove nonostante i notevoli progressi e il superamento della soglia del miliardo di euro di investimenti in Venture Capital (VC) per il quarto anno consecutivo, persiste ancora un ritardo strutturale rispetto alle medie europee.

Al 2022, l’Italia contava circa 557 scale-up (aziende in rapida crescita), un numero che si traduce in circa 1 scale-up ogni 100.000 persone, a fronte di una media europea che si attesta su 3,8 scale-up ogni 100.000 abitanti, e molto distante dai paesi leader come il Regno Unito o la Germania. Il divario è altrettanto significativo negli investimenti: sebbene nel 2024 la raccolta VC italiana abbia raggiunto circa 1,5 miliardi di euro, essa rappresenta solo circa lo 0,25% del PIL destinato alle scale-up, con una media europea che supera l’1% del PIL. La sfida per Invitalia e l’intero ecosistema, come dimostrato dall’impegno sul tema dello scale-up, rimane quella di aumentare la densità di scale-up e facilitare maggiori investimenti late-stage per ridurre l’evidente gap con il resto d’Europa.