Dai dati satellitari al monitoraggio fitosanitario, dall’analisi climatica all’enoturismo digitale, le sperimentazioni sul campo mostrano come l’innovazione possa rispondere a esigenze concrete delle aziende vitivinicole
Terra & Tech, il programma nazionale di open innovation per la viticoltura italiana promosso da Filiera Futura in collaborazione con I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, è partito dall’ascolto delle esigenze dei produttori alla ricerca di tecnologie innovative per arrivare alla loro sperimentazione direttamente sul campo nelle aziende di diverse regioni d’Italia. I risultati della prima edizione sono stati presentati a Torino nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto 2026, occasione per lanciare anche la seconda edizione di un programma che ha riscosso un sicuro successo.
“Oggi raccogliamo i frutti del progetto avviato nel 2023 e prepariamo il terreno per la seconda edizione di Terra & Tech, fedeli alla mission di Filiera Futura di promuovere soluzioni all’avanguardia e contribuire alla trasformazione delle cantine italiane, creando un ecosistema che favorisca innovazione e sostenibilità”, ha dichiarato Francesco Cappello, Presidente di Filiera Futura e Vicepresidente di Fondazione CRC. “Il comparto enologico italiano eccelle per qualità, varietà e sostenibilità, mantenendo un ruolo centrale nei mercati globali. Il settore sta affrontando con flessibilità le complesse sfide del futuro, puntando sul rinnovamento tecnologico per rafforzare la propria competitività. Terra & Tech è un alleato strategico, pensato per fornire strumenti avanzati in grado di rispondere alle nuove esigenze del mercato”.
Nato nel 2023 con l’obiettivo di creare un collegamento concreto tra il mondo vitivinicolo e quello delle startup tecnologiche, Terra & Tech ha costruito la propria proposta a partire dai bisogni espressi direttamente dagli operatori della filiera, arrivando a un call che ha visto il 56% delle candidature riguardare soluzioni per la vigna, il 30% per il marketing e il 14% per la gestione della cantina, incentrate su tecnologie d’avanguardia e diverse quali intelligenza artificiale, Internet of Things, big data, machine learning, droni, cloud computing, realtà aumentata e virtuale e robotica avanzata. Dopo la fase di selezione, si è giunti ora a 10 test sul campo nei territori coinvolti dal programma, con otto sperimentazioni già avviate, e in alcuni casi completate, mentre due sono ad oggi in fase di definizione. Proprio nella fase di sperimentazione che Terra & Tech ha potuto dimostrare concretamente il valore del modello di open innovation adottato: partire da un’esigenza reale e testare una tecnologia innovativa sul campo nella quotidianità di un’azienda vitivinicola. Le esperienze presentate hanno saputo coniugare la tradizione e la qualità di prodotti d’eccellenza con l’innovazione tecnologica più moderna, creando valore aggiunto in un comparto fondamentale dell’economia nazionale e del made in Italy a livello globale.
In Piemonte, la piattaforma Vigneto Sicuro, sviluppata dalla startup Trace Technologies, è stata sperimentata nelle aziende Ettore Germano e Rosanna Sandri per supportare la gestione fitosanitaria dei vigneti. La soluzione combina modelli previsionali agro-meteorologici, dati meteorologici radar e satellitari e sistemi di allerta per monitorare il rischio di sviluppo di patogeni come peronospora e oidio e i primi risultati hanno evidenziato una maggiore tempestività negli interventi e una gestione più efficiente dei trattamenti.
In Toscana, la Cooperativa Sociale Agricola Calafata e la Tenuta Lenzini hanno sperimentato la piattaforma di Saturnalia, che integra immagini satellitari multispettrali, dati meteorologici, serie storiche degli indici vegetazionali e informazioni raccolte direttamente in campo tramite un’applicazione mobile. La tecnologia consente di seguire l’evoluzione dello stato vegetativo dei vigneti, individuare differenze di vigore tra le diverse aree e confrontare l’andamento della stagione con gli anni precedenti.
In Sicilia, presso Tenuta delle Terre Nere, la startup Hypermeteo ha portato la propria tecnologia nel monitoraggio delle condizioni meteorologiche applicate alla gestione vitivinicola. Attraverso la piattaforma MeteoCast®, la soluzione integra dati provenienti da radar meteorologici, reti di monitoraggio al suolo, satelliti e modelli previsionali ad alta risoluzione, mettendo a disposizione informazioni storiche, dati in tempo reale e previsioni. Presso Baglio Diar è stata inoltre avviata una sperimentazione di Vigneto Sicuro per il monitoraggio e la gestione del rischio fitosanitario.
Nelle Marche, infine, Vigneto Sicuro ha trovato applicazione presso Tenuta San Marcello, che ha parallelamente sperimentato Wine Suite PRO, la piattaforma di Divinea dedicata all’enoturismo e alle vendite dirette. Il sistema riunisce in un unico ecosistema digitale le diverse fasi del rapporto con il cliente, dalla scoperta dell’esperienza alla prenotazione, dalla visita in cantina all’acquisto e ai successivi riacquisti attraverso strumenti di CRM e marketing automation.
“Terra & Tech rappresenta appieno la visione di I3P sul ruolo dell’open innovation come motore di trasformazione dei settori tradizionali”, ha commentato Paola Mogliotti, Direttore di I3P. “Creare un ponte solido e strutturato tra l’ecosistema delle startup tecnologiche e le reali necessità delle aziende vitivinicole era una sfida complessa ma importante. Veder passare questo progetto dall’ascolto dei territori alla sperimentazione concreta sul campo conferma l’efficacia di un modello capace di generare un impatto reale, sostenibile e replicabile su scala nazionale. Siamo orgogliosi di aver affiancato Filiera Futura e le Fondazioni partner in questo percorso, portando le migliori tecnologie al servizio dell’eccellenza del nostro Made in Italy”.
E proprio in quest’ottica sono state condivise le prime anticipazioni sulla seconda edizione del programma, che ripartirà dall’esperienza maturata attraverso il confronto diretto tra produttori e startup, applicandola a un nuovo settore agroalimentare: quello della filiera olivicola. Il nuovo ciclo manterrà sempre al centro l’ascolto della filiera, con nuove attività di confronto dedicate alle esigenze concrete dei produttori, dalle quali far emergere le sfide su cui orientare la ricerca di innovazione. A questa fase si affiancherà un lavoro di scouting rivolto alle tecnologie più disruptive per il settore, al fine di intercettare soluzioni capaci di rispondere alle trasformazioni in corso e alle necessità dei territori.

