Accordo Italia-UE sul Bonus 30%

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha annunciato la chiusura positiva del negoziato tecnico-politico con la Commissione Europea per il ripristino degli incentivi fiscali al 30% (sotto forma di detrazione IRPEF per le persone fisiche e deduzione IRES per le società) dedicati a chi investe nel capitale di rischio di startup innovative, con reatroattività a gennaio 2026

Il meccanismo di incentivi ordinari al 30%, pilastro del Decreto Crescita 2.0 fin dal 2012, era scaduto il 31 dicembre 2025 e trattandosi di un regime che configura un “Aiuto di Stato”, la sua proroga necessitava di una nuova autorizzazione esplicita da parte della Commissione Europea. Nell’attesa, dal 1° gennaio, l’incentivo era rimasto quindi formalmente sospeso, lasciando agli investitori come unica opzione la detrazione alternativa al 65%, che però è fortemente limitata dal regime de minimis (tetto massimo di investimento di 100.000 euro all’anno e forti vincoli per i veicoli di investimento collettivi e club deal).

Con la chiusura del negoziato, l’Italia ha avviato la notifica formale del nuovo regime a Bruxelles, blindando la continuità della misura e garantendo la retroattività al 1 gennaio 2026, coprendo anche i mesi passati. In tal modo, un investitore o un business angel ha che iniettato capitali in una startup innovativa a febbraio o a maggio, in un momento in cui il bonus era tecnicamente “sospeso”, non perderà il beneficio e potrà portare in detrazione/deduzione al 30% l’intero investimento esattamente come se l’accordo fosse stato attivo sin dal primo giorno. Senza la retroattività, si sarebbe verificato un “effetto paralisi” in cui gli investitori avrebbero rimandato qualsiasi aumento di capitale alla seconda metà dell’anno, in attesa della certezza del bonus e conseguenzialmente le startup nelle fasi di early-stage, che dipendono dai capitali dei privati per sopravvivere, si sarebbero trovate improvvisamente senza ossigeno.

L’accordo politico-tecnico è il semaforo verde più importante, ma l’iter non è concluso. Per l’effettiva fruizione del bonus l’ecosistema dovrà attendere due passaggi chiave: l’approvazione formale della Commissione e il Decreto Attuativo ministeriale. Per i Club Deal, i Business Angel e le startup innovative, il clima può passare da un approccio di massima prudenza fiscale a una ritrovata fiducia nella pianificazione dei prossimi round di investimento.