Recepimento della nuova direttiva UE sulla qualità dell’aria: limiti più severi dal 2030

Il provvedimento, una volta definitivamente approvato, porterà l’Italia allineata con gli standard europei più avanzati in materia di qualità dell’aria, contribuendo a ridurre l’impatto dell’inquinamento sulla salute pubblica e sull’ambiente

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera allo schema di decreto legislativo con cui l’Italia recepisce la Direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria ambiente, nell’ambito della legge di delegazione europea 2024. Il provvedimento introduce un aggiornamento organico della disciplina vigente per rendere più efficace il sistema di gestione della qualità dell’aria e superare le criticità emerse nell’applicazione delle norme attuali.

Tra le principali novità figurano limitazioni più severe per i principali inquinanti atmosferici: particolato PM2,5 e PM10, biossido di azoto (NO₂) e biossido di zolfo (SO₂). I nuovi valori limite, più ambiziosi rispetto agli attuali standard, dovranno essere applicati a partire dal 2030, secondo il percorso graduale previsto dalla normativa europea.

“Con questo provvedimento”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, “rafforziamo il quadro nazionale di prevenzione e contrasto all’inquinamento, con più strumenti a disposizione per la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. L’obiettivo è costruire un sistema più moderno e coordinato, capace di coniugare gli impegni europei con le esigenze dei territori. La qualità dell’aria rappresenta una priorità ambientale e sanitaria sulla quale continueremo a investire con strumenti concreti e con il contributo di tutti i livelli istituzionali”.