Tech Made in Italy, arriva la categoria dei “Soonicorn”

Sono nove (su 34) le scaleup italiane più vicine al miliardo, a un passo da diventare unicorni

Con la terza edizione dell’Italian Tech Landscape 2026, il principale studio sul settore tech italiano, realizzato da La Tech Made in Italy in collaborazione con Altermind, viene introdotta per la prima volta una nuova e significativa categoria: quella dei “Soonicorn”. Il termine nasce dalla fusione tra le parole inglesi “soon” (presto) e “unicorn”, per descrivere quelle scaleup che, pur non avendo ancora raggiunto la valutazione da un miliardo di euro, possiedono tutte le caratteristiche per poterlo fare nel prossimo futuro.

E secondo lo studio sono nove le realtà italiane che meglio incarnano questo profilo, pronte al grande salto a breve. Aziende che insieme fatturano complessivamente 354 milioni di euro e rappresentano il segmento più maturo e ambizioso dell’innovazione made in Italy:

1. Unobravo, piattaforma italiana specializzata nella psicologia online
2. BizAway, società attiva nel business travel management B2B
3. Musixmatch, il più grande database mondiale di testi musicali
4. CoreView, software per la gestione e la sicurezza degli ambienti Microsoft 365
5. D-Orbit, azienda leader nel settore space logistics e dei servizi orbitali
6. Buzzoole, piattaforma di influencer marketing e creator economy
7. Leaf Space, società specializzata in servizi di comunicazione per satelliti
8. Exein, cybersecurity per l’Internet of Things (IoT)
9. Akamas, piattaforma di ottimizzazione delle performance per applicazioni cloud-native

Le prime tre aziende (Unobravo, BizAway e Musixmatch) concentrano da sole quasi il 90% dei ricavi complessivi dell’intero gruppo, evidenziando una forte polarizzazione del mercato verso player sempre più strutturati. Inoltre, grazie ai recenti rounds, WeRoad e Lexroom hanno dimostrato di avere tutte le carte in regola per entrare presto in questa élite.

Il concetto di Soonicorn non è solo italiano. Secondo i dati pubblicati dal professor Ilya Strebulaev della Stanford Graduate School of Business, nel mondo esistono oltre 4.400 Soonicorn distribuiti in più di 77 paesi. A guidare la classifica globale sono gli Stati Uniti (2.194 aziende, pari al 49% del totale), seguiti dalla Cina (1.030, 21%) e dal Regno Unito (222, 5%). In questo contesto, l’Italia si colloca al 15º posto mondiale con 34 Soonicorn in totale, posizionandosi al sesto posto in Europa dopo Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Spagna, e davanti a Paesi come Australia, Belgio, Paesi Bassi e Svizzera. Un risultato che conferma come l’ecosistema tech italiano stia emergendo con sempre maggiore autorevolezza anche sul palcoscenico internazionale.