La Commissione europea lancia la piattaforma d’investimento T-MED con l’obiettivo di mobilitare fino a 25 miliardi entro il 2035, mentre i progetti T-MED in corso valgono già oltre 2 miliardi di euro
La Commissione europea ha lanciato ufficialmente la T-MED Investment Platform, la componente operativa dell’iniziativa transmediterranea per le energie rinnovabili e le tecnologie pulite (T-MED), uno dei progetti faro del Patto per il Mediterraneo. La piattaforma è stata presentata il 26 ottobre a Bruxelles dalla Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica davanti a istituzioni finanziarie europee e internazionali, investitori privati e promotori di progetti, e nasce con una dotazione di garanzie UE fino a 4,5 miliardi di euro nell’ambito del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus (EFSD+). L’obiettivo dichiarato è quello di mobilitare fino a 25 miliardi di euro di investimenti entro il 2035 e formare fino a 10.000 lavoratori nel settore delle energie pulite.
Il perimetro d’azione di T-MED copre l’intera filiera energetica, dalla generazione di elettricità rinnovabile all’idrogeno rinnovabile, dalle reti di trasmissione e distribuzione allo stoccaggio, alle interconnessioni transfrontaliere e manifattura di tecnologie pulite. Con un valore aggiunto importante, che viene a intervenire proprio in quel frazionamento normativo che in molti indicano come il vero tallone d’Achille dell’innovazione continentale. T-MED infatti affiancherà i promotori anche sul fronte dei quadri normativi, delle procedure autorizzative, dell’accesso alla rete e dei contratti di acquisto di energia (PPA), con l’obiettivo di rimuovere quelle barriere non finanziarie che troppo spesso rallentano la realizzazione degli impianti.
Il Mediterraneo dispone di risorse rinnovabili ancora in gran parte inespresse, e l’iniziativa T-MED punta a favorire l’implementazione di 15 GW di nuova capacità rinnovabile entro il 2035, attingendo al potenziale solare, eolico e dell’idrogeno verde del Nord Africa e del Medio Oriente. Le garanzie UE servono proprio a ridurre il rischio percepito dagli investitori privati, attraendo capitali che altrimenti resterebbero ai margini di un mercato considerato ancora troppo volatile.

L’analisi di StartupNewsItalia. T-MED non parte da zero. Il comunicato della Commissione cita una serie di operazioni già avviate, con l’Egitto che emerge come hub privilegiato dell’iniziativa, con un investimento totale da 1,6 miliardi di euro per la costruzione di sottostazioni all’avanguardia e linee di trasmissione per integrare nella rete nazionale l’energia solare ed eolica generata nelle regioni del Mar Rosso e del Golfo di Suez. Non solo: l’Egitto presenta anche il primo progetto di ammoniaca verde del Nord Africa ad Ain Sokhna da 575 milioni di euro, con un elettrolizzatore europeo e l’ammoniaca prodotta destinata all’esportazione verso il mercato UE e uno dei maggiori impianti fotovoltaici ibridi d’Africa per circa 430 milioni di euro, abilitato da una garanzia UE. Si aggiungano i parchi eolici di Niat e Rasgha che raggiungono i 500 MW di nuova capacità onshore nel Golfo di Suez, con tecnologia eolica europea e si comprenderà facilmente come l’area mediterraneo, partendo da uno dei Paesi più solidi come ecosistema dell’innovazione, rappresenti il vero sbocco delle politiche europee per le energie rinnovabili. Non a caso, proprio nei giorni in cui veniva licenziato il T-MED, il Ministro egiziano dell’Elettricità e delle Energie rinnovabili Mahmoud Esmat ha annunciato che l’Egitto punta a portare la quota di rinnovabili nel mix elettrico al 45% entro il 2028, anticipando di due anni il target inizialmente fissato al 2030. L’UE ha un bisogno assoluto di diversificare le fonti di energia pulita e le rotte di approvvigionamento, e il Mediterraneo meridionale rappresenta un bacino di solare, vento e idrogeno verde a costi competitivi. L’Egitto, dal canto suo, ha bisogno di capitali, tecnologia e accesso al mercato europeo per trasformare la propria dotazione di risorse naturali in capacità installata e in export di energia (o di vettori energetici come l’ammoniaca verde). La T-MED Investment Platform è lo strumento che prova a far incontrare queste due domande.
il Direttore Responsabile Michele Di Schino

