È stato approvato l’11 settembre dal Consiglio dei Ministri un decreto legislativo che apporta correzioni e integrazioni al Testo Unico FER Dlgs n.190/2024 (entrato in vigore il 31/12/2024), il provvedimento che punta ad accelerare la costruzione e l’esercizio di impianti a fonti rinnovabili, di accumuli, opere e infrastrutture connesse secondo tre “binari” amministrativi: l’attività libera, la procedura abilitativa semplificata, l’Autorizzazione Unica. La misura si inserisce nel quadro delle politiche nazionali per la transizione ecologica e il rafforzamento della sicurezza energetica, proponendosi di semplificare e velocizzare i procedimenti autorizzativi, ridurre gli oneri burocratici e favorire investimenti nel settore delle energie rinnovabili, in coerenza con gli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Tra le modifiche e gli aggiornamenti proposti il più rilevante è la riduzione dei tempi per l’ottenimento dell’“autorizzazione unica” con valore di valutazione di impatto ambientale che in alcuni si ridurrà da 120 a soli 40 giorni. Importanti anche gli snellimenti burocratici, con il potenziamento della Piattaforma SUER, lo Sportello Unico Digitale per le fonti rinnovabili, per snellire la gestione delle pratiche e l’estensione della portata del regime dell’attività libera ad alcune tipologie di interventi a impatto ambientale e paesaggistico zero o comunque minimale.
La semplificazione amministrativa aumenta anche per gli interventi di rinnovo di impianti esistenti e il loro upgrade, favorendo il repowering senza determinare duplicazioni degli adempimenti, così come sono previsti specifici meccanismi per la risoluzione extragiudiziale delle controversie relative alle procedure amministrative, gestiti da Acquirente unico sulla base delle direttive di ARERA e a titolo gratuito per le parti interessate, con il fine di favorire soluzioni conciliative.
Infine, particolarmente attesa era l’eliminazione dei richiami generici al Testo Unico dell’Edilizia (dpr n. 380/2001), che in passato avevano creato incertezze interpretative e il rischio di aggravio burocratico. Con il nuovo schema, per ogni singolo procedimento amministrativo vengono chiaramente indicate le disposizioni del TUE applicabili.
Lo schema di decreto legislativo verrà trasmesso alla Conferenza unificata per l’acquisizione dell’intesa, per poi essere sottoposto all’esame del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti.

