Alla XII edizione dell’Ecoforum nazionale sull’economia circolare Legambiente ha presentato “Comuni Ricicloni 2025”. Alcuni dati in flessione, ma sostanzialmente il sistema regge. È lieve infatti il calo dei comuni rifiuti free (quelli cioè che mantengono la produzione pro capite di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento al di sotto dei 75 kg/ab/anno): scendono a 663, -5% rispetto allo scorso anno, solo l’8,4% dei 7896 comuni italiani. Primato sempre al nord, con 424 comuni rifiuti free, mentre il Sud si attesta a 209, con evidenti differenze tra le regioni. Immobile il Centro: solamente 30 comuni risultano rifiuti free.

A livello regionale il Veneto, pur contando 12 comuni Rifiuti Free in meno rispetto alla passata edizione, si conferma anche quest’anno regione leader con più comuni rifiuti free (161, il 28,8% sul totale dei comuni veneti), seguita sempre da Lombardia (107, il 7,1% sul totale dei comuni lombardi) e la Campania (84, ossia il 15,3% sul totale dei comuni campani). Quest’ultima risulta essere la prima regione del Sud per comuni rifiuti free.

Non mancano, però, le buone notizie e le novità: tra i capoluoghi comuni rifiuti free 2025 vincitori assoluti, si segnala la new entry città di Nuoro insieme agli “storici” Treviso, Pordenone e Trento.

Inoltre, per la prima volta Legambiente insieme all’Osservatorio Appalti Verdi premia oggi all’Ecoforum quei comuni particolarmente attenti all’applicazione di GPP (Green Public Procurement) E CAM (Criteri Ambientali Minimi). Due le menzioni 2025 assegnate: quella al comune di Cesena come miglior capoluogo di provincia 100% GPP e il comune di Bareggio (Mi) come miglior performance tra i comuni non capoluogo per aver raggiunto il 95%GPP.

“Dalla fotografia scattata da Comuni ricicloni 2025 – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – emerge l’importanza di mantenere alta l’attenzione. A fronte di un’adesione in termici numerici analoga a quelli delle edizioni precedenti, i numeri dei comuni rifiuti free sono infatti in calo. Se da un lato va riconosciuto l’impegno portato avanti da tante amministrazioni virtuose, dall’altra lato è importante che ci sia una svolta che necessariamente deve arrivare dai centri più grandi e dalle città, ancora troppo latitanti dalle classifiche dei migliori. Serve, inoltre, un’attenzione per le filiere strategiche, come quella tessile e dei RAEE, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, per garantire sostenibilità e sicurezza economica. Questi settori influenzano l’ambiente, l’occupazione e la competitività industriale. Promuovere economia circolare e innovazione in queste filiere riduce l’impatto ecologico e rafforza l’autonomia produttiva. Una gestione efficace contribuisce a uno sviluppo più resiliente e responsabile”.  

“Gestire correttamente i rifiuti – aggiunge Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – non significa solo migliorare l’ambiente urbano, ma anche gettare le basi per una pubblica amministrazione più sostenibile in tutti i suoi ambiti. A tal riguardo l’adozione del Green Public Procurement (GPP), con l’acquisto consapevole di beni e servizi, rappresenta un’altra leva strategica per promuovere la transizione ecologica nelle città, supportando scelte responsabili a livello territoriale. Per questo quest’anno nell’ambito dell’Ecoforum abbiamo deciso di premiare con due menzioni due comuni particolarmente attenti all’applicazione di CAM e GPP”. 

Tra i capoluoghi di provincia 100% GGP, oltre a Cesena, ci sono anche Padova e Milano, mentre Roma, Cremona e Ravenna raggiungono il 95%.

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