IRENA: crescono le rinnovabili, ma aumentano le disuguaglianze nel mondo

Una crescita senza precedenti, ma con grandi chiazze di difformità e disuguaglianza nel mondo. Questa, in sintesi, la fotografia scattata dal report di IRENA (International Renewable Energy Agency) Renewable Energy Statistics 2025.

Da un lato, il nuovo record di aumento della capacità globale di energia rinnovabile nel 2024 attestatosi al 15%, dall’altro, una geografia della transizione green che vede l’Asia rappresentare il 70% della crescita complessiva (con la Cina che ha raggiunto il primato mondiale nel solare e nell’eolico) ed Europa e Nord America a spartirsi il restante 20,1% delle nuove installazioni(12,3% Europa, 7,8% Nord America). Il (poco) restante da suddividere tra tutto il resto del mondo, in particolar modo tra Africa e Sud America (insieme, solamente il 2,8% dell’aumento globale di capacità di produzione), un gap gigantesco che tende ad aumentare e dovuto essenzialmente a scarsità di investimenti e mancanza di infrastrutture adeguate, unitamente ad un volatilità politica sulle rinnovabili non in grado di garantire programmi a lunga scadenza.

E non è solamente un problema di approvvigionamento energetico: la disparità si riflette, conseguenzialmente, sulla competitività economica delle regioni più povere, con ricadute sociali e ambientali drammatiche. La soluzione, propone Francesco La Camera, Direttore Generale dell’IRENA, è quella del finanziamento internazionale di progetti e programmi nei Paesi meno avanzati, facendo in modo che i paesi che beneficiano degli investimenti nelle rinnovabili lavorino in collaborazione con le nazioni in via di sviluppo, per trasferire tecnologia e know-how.

“La transizione globale verso le rinnovabili è sempre più inevitabile, ma i suoi enormi benefici umani ed economici non sono ancora condivisi da tutti i Paesi e le regioni,” dichiara Simon Stiell, Segretario Esecutivo della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. “Per adempiere all’accordo globale COP28 di triplicare le rinnovabili entro il 2030, dobbiamo progredire molto di più e molto più rapidamente, facendo maggiori progressi sui fattori abilitanti chiave per i Paesi in via di sviluppo vulnerabili. Gli investimenti necessari porteranno enormi dividendi: ridurre le emissioni, stimolare la crescita economica, creare posti di lavoro e sostenere energia sicura e accessibile per tutti”.