L’affermazione a livello europeo di progetti di ricerca pronti a diventare startup dimostra una vivacità nel settore del trasferimento tecnologico che mancava al nostro ecosistema

Cinque progetti finanziati dal bando EIC Transition su 40 totali a livello continentale, primi in Europa insieme ai Paesi Bassi e davanti a potenze storiche come Germania e Francia. L’innovazione tecnologica europea passa anche, e in particolar modo, dalle startup e dai centri di ricerca italiani, capaci di sviluppare progetti Deep-Tech solidi e scalabili. L’EIC Transition finanzia infatti con contributi fino a 2,5 milioni di euro quei progetti che hanno già superato la fase di ricerca di base e devono ora dimostrare di poter funzionare nel mondo reale, creando startup o prodotti pronti per il mercato. I progetti coordinati dall’Italia coprono settori strategici che spaziano dall’intelligenza artificiale alla medicina d’urgenza, fino alla transizione energetica:
- SpeedAPP, guidata da Fast Computing, utilizza l’IA per rivoluzionare le simulazioni ingegneristiche con l’obiettivo di accelerare drasticamente lo sviluppo di nuovi prodotti industriali riducendo tempi e costi di calcolo.
- SepTech, progetto di Bionys, è incentrato su tecnologie avanzate per la predizione precoce della sepsi, una condizione clinica dove ogni minuto risparmiato può salvare una vita.
- CLUSTREL, coordinato dal Consorzio Interuniversitario per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM), punta a migliorare la vita dei pazienti epilettici attraverso sistemi intelligenti per la gestione delle crisi.
- Nano-Ther-Onc, guidato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (ITT), propone soluzioni basate sulle nanotecnologie per potenziare l’efficacia delle terapie oncologiche.
- Green-H2-Flow, con il coordinamento del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), sviluppa sistemi innovativi per la produzione e lo stoccaggio dell’idrogeno verde, pilastro della futura autonomia energetica europea.
A conferma della solidità di un ecosistema capace di coniugare ricerca e progettazione e di un trasferimento tecnologico che in Italia sta finalmente iniziando a funzionare, numerose altre realtà italiane hanno ottenuto il Seal of Excellence, un marchio di qualità che facilita l’accesso ai fondi nazionali.

