Per la prima volta il programma di accelerazione apre le porte anche alle imprese sociali, affiancando le impact startup
La call per l’edizione 2026 di Planet Foundamentals, il programma di accelerazione promosso da SocialFare, il primo Centro per l’Innovazione Sociale in Italia, fondato a Torino nel 2013 e incubatore certificato dal MISE, mette a disposizione un investimento seed fino a 150.000 euro tramite SocialFare Seed e il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, ma soprattutto registra una importante evoluzione.
Nato nel 2015 con il nome Foundamenta come primo acceleratore per startup a impatto sociale in Italia, e poi evoluto nel 2021 in Planet Foundamentals, il programma ha accelerato oltre 120 startup a impatto sociale, che hanno raccolto complessivamente più di 50 milioni di euro di funding e quest’anno per la prima volta il programma si apre a due target distinti: le startup “impact”, con un prodotto o prototipo già validato e le imprese sociali costituite come Srl o Cooperativa. Due percorsi, ma con il medesimo obiettivo, quello di costruire resilienza sistemica economica, sociale e ambientale.
La call è rivolta a organizzazioni che operano su una o più delle direttrici del programma: dalle Sfide sociali, con l’obiettivo di migliorare la vita delle persone e delle comunità, in particolare negli ambiti Digital Health, Inclusione e benessere, Educazione e cultura, alle Sfide ambientali, capaci di intercettare soluzioni resilienti in un’ottica sistemica per il benessere del pianeta, nei settori Transizione energetica, Mobilità ed Economia circolare.
Il programma può contare su un ampio network di partner e un advisory board che include Invitalia, Generaimprese, ManagerNoProfit, Confcooperative Piemonte Nord, Legacoop Sociali Piemonte e Social Hub Genova. La call di Planet Foundamentals 2026 è rolling: le candidature non hanno una scadenza fissa e rimangono aperte in modo continuativo.

L’analisi di StartupNewsItalia. Il panorama dell’imprenditoria innovativa in Italia, caratterizzato sempre più da una contrazione del numero complessivo di startup, presenta in controtendenza una vivace crescita di quelle orientate all’impatto sociale e ambientale. Secondo il report del Social Innovation Monitor (SIM) del Politecnico di Torino, a fine 2023, su un campione di 10.692 startup analizzate, ben 640 sono state classificate come a “significativo impatto sociale e ambientale”, registrando un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Questa vitalità si riflette nella proliferazione di bandi e programmi di accelerazione sempre più dedicati, promossi da un ecosistema variegato che include fondazioni bancarie, grandi gruppi privati e istituzioni. Esempio emblematico di nuovi progetti è la “Adriatic Innovation Call 2026” del Pescarabruzzo Innovation Hub, il nuovo incubatore di Fondazione Pescarabruzzo, la cui prima edizione è stata lanciata nel maggio 2026 per selezionare startup ad alto impatto sociale in cinque ambiti verticali (Ricerca Scientifica, Educazione, Arte e Cultura, Salute Pubblica e Sviluppo Locale), mentre esistono ormai bandi di respiro nazionale divenuti storici, come “welfare che impresa!”, promosso da Intesa Sanpaolo insieme a importanti fondazioni, alla sua nona edizione nel 2025, che seleziona progetti di imprenditorialità sociale in settori chiave come il welfare inclusivo e la transizione ambientale equa, o come la “Call for Impact” di Get it!, promossa da Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore e Cariplo Factory, attivato nel 2024, a sostegno della nascita e lo sviluppo di startup a vocazione sociale, ambientale e culturale. La compresenza di nuovi bandi e il consolidamento di programmi storici, delinea un ecosistema in fermento e dimostra come, nonostante le difficoltà del contesto generale, l’innovazione a impatto sociale stia trovando un terreno fertile, trainata da un crescente interesse di investitori, istituzioni e fondazioni filantropiche.
il Direttore Responsabile Michele Di Schino

