ZES Unica estesa a Marche e Umbria: occasione per startup e PMI

Credito d’Imposta fino al 35% in aree limitate. Sui confini fiscali le Regioni chiedono di più

La Zona Economica Speciale (ZES) Unica ha ufficialmente ampliato il proprio perimetro includendo Marche e Umbria, un ingresso che rappresenta per entrambe le regioni un’opportunità strategica di rilancio economico, offrendo un pacchetto integrato di incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e misure di sostegno all’occupazione, che mirano a rendere il territorio regionale estremamente più competitivo e attrattivo per gli investimenti.

La misura, entrata in vigore con la Legge n. 171 del 20 novembre 2025, introduce benefici a “doppia velocità”: la semplificazione amministrativa è estesa all’intero territorio, mentre il Credito d’Imposta è limitato ai Comuni che rientrano nelle aree ammesse agli Aiuti di Stato a finalità regionale (Art. 107, par. 3, lett. c) del TFUE).

Il beneficio centrale e di maggiore impatto è sicuramente il Credito d’Imposta per Investimenti, un’agevolazione fiscale diretta per le imprese che decidono di effettuare nuovi investimenti produttivi nell’intero territorio regionale. I progetti, per essere ammessi, devono configurarsi come la creazione di un nuovo stabilimento, l’ampliamento di uno esistente, la diversificazione della produzione o un cambiamento fondamentale del processo produttivo. L’intensità dell’aiuto varia in base alla dimensione aziendale, secondo i massimali previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato a finalità regionale. Le Piccole Imprese possono beneficiare di un credito fino al 35% del costo dell’investimento ammissibile, le Medie Imprese fino al 25% e le Grandi Imprese fino al 15%. Per queste ultime, il beneficio è limitato ai soli investimenti destinati all’avvio di una nuova attività economica con un nuovo codice ATECO.

Gli investimenti ammissibili includono l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi, anche tramite leasing e una quota parte del credito d’imposta. Fino a un massimo del 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato, può essere applicata anche all’acquisto di terreni e all’acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali all’attività produttiva. Questo credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni di Stato, come il Credito d’Imposta per i Beni Strumentali 4.0 o Transizione 5.0, a patto che la somma totale degli aiuti non superi i massimali stabiliti dalle norme UE per il progetto specifico. Anche alla luce del nuovo Decreto sulla Transizione 5.0, che escludeva la cumulazione con altri incentivi per le aziende ammesse, si tratta di un notevole vantaggio maturato grazie all’inserimento nella ZES.

L’aspetto burocratico viene notevolmente semplificato, andando a incidere sui tempi di realizzazione degli investimenti grazie all’adozione di un procedimento amministrativo unico e accelerato per i progetti di investimento: l’Autorizzazione Unica. Questo strumento è progettato per essere rilasciato in tempi notevolmente ridotti, fissati in un massimo di 90 giorni, salvo le eccezioni specificamente previste. Tutta la gestione delle pratiche amministrative viene centralizzata attraverso lo Sportello Unico Digitale ZES (S.U.D. ZES), una piattaforma dedicata che snellisce gli oneri e funge da unico punto di contatto per le imprese.

Sono presenti anche misure mirate a sostenere l’occupazione e a ridurre il costo del lavoro, come i bonus assunzioni che offrono un esonero contributivo totale a carico del datore di lavoro che può arrivare fino a 650 euro al mese per lavoratore, con una durata massima che può estendersi fino a 24 mesi. Gli sgravi sono collegati all’assunzione di categorie specifiche come disoccupati over 35 da almeno 24 mesi (nelle imprese fino a 10 dipendenti, grazie al Bonus ZES Unica), under 35 che non hanno mai avuto un impiego stabile (Bonus Giovani) e lavoratrici in condizioni di svantaggio (Bonus Donne).

L’insieme dei benefici e delle semplificazioni è volto a produrre un impatto economico nelle due regioni tale da alimentare uno sviluppo industriale attrattivo a livello nazionale ed estero, anche con un deciso rilancio occupazionale e, in una prospettiva più ampia, un supporto alle imprese nella transizione energetica e industriale.

Nel recente incontro tenutosi a Terni tra Regione e rappresentanti del Governo per spiegare e analizzare gli elementi fondanti della ZES, si è evidenziata, tuttavia, una decisa richiesta da parte delle autorità regionali e locali per un’estensione totale dei benefici fiscali, con la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti che ha sottolineato la necessità di “lavorare per eliminare la disuguaglianza interna alla Regione”, con l’obiettivo esplicito di rendere i benefici fiscali “omogenei in tutto il territorio regionale”, anche grazie a una “misura ponte” finanziata con risorse europee (Fondi di Sviluppo e Coesione) per i Comuni attualmente esclusi, necessaria nell’immediato per garantire parità di condizioni competitive.

Dal Governo, tuttavia, si è sottolineato, con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sbarra, che l’estensione della ZES Unica all’Umbria è una “grande opportunità per investimenti e sviluppo”, ma che la revisione dei confini del credito d’imposta nel breve termine non è possibile poiché tali perimetri sono definiti dalle regole UE del 2021. Il Sottosegretario al Ministero dell’Interno Prisco ha di concerto sottolineato come la semplificazione amministrativa garantita dall’Autorizzazione Unica, estesa a tutto il territorio, sia uno strumento essenziale per la competitività e garantisca tempi certi per l’avvio di nuove imprese.

Breve focus sulle startup: nonostante la limitazione territoriale dei fondi, l’Autorizzazione Unica a livello regionale rappresenta un enorme vantaggio per le startup, garantendo una riduzione drastica dei tempi burocratici per l’avvio delle attività in un contesto di creazione delle aziende che paga spesso proprio le tempistiche lunghe. Le startup e piccole imprese che invece rientrano nei Comuni ammessi e che investono in immobilizzazioni materiali (minimo €200.000) godono di un recupero fiscale massiccio (fino al 35%), fondamentale per il cash flow iniziale e per l’attrattività verso il Venture Capital.