Intesa Sanpaolo e Vertis SGR: un’alleanza da 50 milioni per le startup del Sud

L’obiettivo è quello di trasformare le eccellenze accademiche e i progetti di ricerca del Sud in imprese scalabili capaci di competere sui mercati internazionali

Il Mezzogiorno rientra sempre più nei radar dei finanziamenti per startup e innovazione: Intesa Sanpaolo e Vertis SGR hanno ufficializzato infatti una partnership strategica volta a colmare il gap tecnologico del Sud Italia, mettendo a sistema capitali, competenze e networking per le startup più promettenti del territorio e con l’obiettivo preciso di potenziare l’ecosistema locale attraverso il fondo Vertis Venture 6 Digital Sud (VV6), un veicolo che ha già superato la soglia dei 49,5 milioni di euro di raccolta.

Quattro i settori prioritari identificati dall’accordo: Intelligenza Artificiale e Cybersecurity, Sanità Digitale (E-health), Agritech e transizione ecologica e Tecnologie per l’industria 4.0, con l’obiettivo di trasformare le eccellenze accademiche e i progetti di ricerca del Sud in imprese scalabili capaci di competere sui mercati internazionali.

La collaborazione vede il coinvolgimento di diversi attori chiave del Gruppo Intesa Sanpaolo, ognuno con un compito specifico, da Vertis SGR, gestore del fondo VV6, alla Divisione Banca dei Territori (Intesa Sanpaolo) con la sua capillarità logistica e il supporto finanziario diretto fino all’Intesa Sanpaolo Innovation Center, la società del Gruppo dedicata all’innovazione di frontiera che curerà le iniziative di Open Innovation, facilitando l’incontro tra startup, università e grandi capitali. Infine, la società di Venture Capital di Intesa Sanpaolo Neva SGR ha investito attraverso il suo Fondo SEI (Sviluppo Ecosistemi di Innovazione) direttamente nel fondo gestito da Vertis. Il ticket di investimento previsto è tra 0,5 e 5 milioni di euro per singola operazione per un capitale raccolto di oltre 49,5 milioni di euro e il finanziamento già effettuato di 7 startup e sono previste altre 6 operazioni entro la fine del 2026.

L’analisi di StartupNewsItalia. L’ecosistema dell’innovazione in Italia si divide tra un Nord che agisce da motore finanziario e un Sud che, pur crescendo nei numeri assoluti, fatica a colmare il gap degli investimenti. I dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e dell’Osservatorio Startup Innovative di InfoCamere sono chiari: circa il 55-60% delle startup innovative è concentrato nelle regioni settentrionali, con la sola Lombardia che ne ospita più di un quarto. Il Mezzogiorno raggruppa circa il 24-26% delle realtà totali, con il caso-Campania terza regione italiana per numero di startup. La differenza maggiore si evidenzia nella capacità di attrarre capitali: i rapporti di AIFI e Venture Capital Monitor (VeM) certificano che oltre il 70% dei round di finanziamento finiscono a Nord, mentre il Sud intercetta mediamente solo il 10-14% delle risorse finanziarie nazionali, con round principalmente Seed e finanziamenti agevolati come “Resto al Sud” e “Smart&Start” di Invitalia. Anche dal punto di vista settoriale c’è una differenza, determinante per il volume di finanziamenti: i comparti ad alto contenuto tecnologico e finanziario, i più ricchi come il Fintech, il Deep Tech e l’Healthtech operano principalmente al Nord, grazie anche alla vicinanza con i distretti industriali e i poli universitari tecnici, mentre il Sud mostra un maggiore rapporto con le specificità produttive delle località, privilegiando la Green & Blue Economy, l’Agritech e l’innovazione applicata al Turismo e ai Beni Culturali. Si tratta insieme di una scelta voluta e indotta: mentre le startup settentrionali sono spesso orientate al mercato B2B e all’efficienza dei processi industriali con evidenti collegamenti con l’ecosistema dell’innovazione europeo, praticamente saturando in questi settori il mercato nazionale, le realtà del Centro-Sud sono indotte a valorizzare il patrimonio territoriale, la sostenibilità e la vocazione sociale, asset meno inflazionati e maggiormente legati a un movimento di crescita globale dell’economia del Sud.

il Direttore Responsabile Michele Di Schino