Il kit salivare dell’Università di Salerno che prevede le tossicità dell’immunoterapia conquista il primo premio. Sul podio anche Napoli Quantum Bay e AirGuard. Premiati studenti, imprenditoria femminile e innovazione sociale
È un futuro all’insegna della medicina personalizzata quello disegnato dai vincitori della Start Cup Campania 2026, la competizione che mette in gara le migliori idee d’impresa nate dalla ricerca universitaria. Nella finale regionale, svoltasi venerdì 30 ottobre al Complesso Santa Patrizia di Napoli, si è affermato ImmunoSafe, il progetto dell’Università degli Studi di Salerno coordinato da Giovanna Polcaro, aggiudicandosi il primo premio da 5.000 euro, grazie al suo kit salivare in grado di prevedere, attraverso l’analisi di specifici biomarcatori, il rischio di gravi tossicità nei pazienti sottoposti a immunoterapia oncologica. “Uno strumento pensato per aiutare i medici a orientare le scelte terapeutiche, individuando quando necessario percorsi alternativi o preparatori”, ha spiegato la coordinatrice Polcaro. “L’obiettivo è rendere i trattamenti oncologici sempre più personalizzati, migliorando la prevenzione e la gestione degli effetti collaterali e contribuendo alla sostenibilità economica delle cure”.
La competizione, promossa dalle sette università campane, Federico II, Vanvitelli, Parthenope, Suor Orsola Benincasa, Sannio, Salerno e L’Orientale, mira a valorizzare le idee imprenditoriali sviluppate in ambito accademico e a favorire la nascita di startup innovative. I progetti più meritevoli potranno essere proposti per il Premio Nazionale per l’Innovazione (Pni), che mette a confronto le migliori iniziative nate dalla ricerca italiana.
Sul podio Napoli Quantum Bay, progetto guidato da Giuseppe Serpico dell’Università Federico II, e AirGuard, coordinato da Federica Vitiello, sempre della Federico II. Completano la top five Foresee di Giovanni Francesco Giuzio (Federico II) e Sonaflux di Elvira Rakova (Università del Sannio). “È stata una bella giornata dedicata all’innovazione in ambito universitario”, ha commentato Luigi Zeni, direttore di Start Cup Campania e professore ordinario dell’Università Vanvitelli. “La finale ha riunito 14 progetti selezionati, di cui 11 nella competizione principale e 3 nella categoria per soli studenti, espressione della ricerca degli atenei campani. Le idee spaziavano dalla medicina all’AI, dall’efficienza energetica alle tecnologie digitali, con l’obiettivo di trasformare i risultati scientifici in opportunità di impresa”.
La giornata ha premiato anche l’impegno in ambiti specifici. Il Premio Speciale Studenti “Mario Raffa” è andato a ErgoMovement di Emanuele De Vita (Università di Salerno), che punta a rivoluzionare la logistica aziendale, mentre il Premio Speciale Imprenditoria Femminile “Enza Cappabianca” è stato assegnato a Bioteris Myomed, progetto di Giovanna Mercurio (Università del Sannio) dedicato ai bioattivi mediterranei per la salute muscolare e metabolica. Il Premio Speciale Social Innovation è stato attribuito a Tutormap di Manuel Marinelli (Università Suor Orsola Benincasa), mentre il Premio Speciale per l’Innovazione Culturale è andato a Laritas di Bogdan Vagylevych (Università L’Orientale).

