Blue Waves Startup Contest 2026: a WEDS la vittoria della prima edizione

Il progetto, che unisce economia circolare e stampa 3D, recupera i gusci di scarto di cozze e molluschi per realizzare barriere artificiali destinate al ripristino degli habitat sottomarini e alla tutela della biodiversità

La prima edizione del Blue Waves Startup Contest, la competizione nazionale dedicata all’innovazione nel settore della Blue Economy che ha animato la Naples Shipping Week 2026, incorona tra le nove startup finaliste che si sono sfidate davanti a una giuria di esperti del mondo industriale, della consulenza e della ricerca marittima, la soluzione di W3DS, startup tarantina che ha presentato Bio Reef: Circular Innovation for Marine Ecosystem Restoration.

Il progetto, che unisce economia circolare e stampa 3D, recupera i gusci di scarto di cozze e molluschi per realizzare barriere artificiali destinate al ripristino degli habitat sottomarini e alla tutela della biodiversità, secondo un approccio che ribalta il paradigma della sostenibilità basata unicamente sulla riduzione dell’impatto ambientale e incentrando la propria azione addiritturasul restituire al mare ciò che dal mare proviene, trasformando un rifiuto in una risorsa per la rigenerazione costiera.

La vittoria vale a WEDS l’ingresso nell’ecosistema venture di CyberTribu, che metterà a disposizione know-how e risorse per lo sviluppo del modello d’impresa. Alle spalle della vincitrice si sono classificate due realtà ad alto tasso di innovazione, Zefmar con Abissa, un’ancora compatta e pieghevole dotata di sistema anti-incaglio, progettata per agevolarne il recupero e ridurre drasticamente l’impatto ecologico sui fondali marini, e Seamorph Robotics con RUVIFIST, un robot subacqueo riconfigurabile e brevettato, pensato per l’ispezione e il monitoraggio delle infrastrutture marine.

L’analisi di StartupNewsItalia. La settima edizione della Naples Shipping Week, svoltasi dal 26 ottobre al 1° novembre 2026, si è chiusa con la consacrazione del cosiddetto “Modello Napoli”, un approccio che punta a integrare porti, logistica, industria, ricerca e città in una comunità del mare sempre più coesa. Cuore del programma è stata la diciottesima edizione di Port&ShippingTech, che ha fatto registrare numeri senza precedenti, con oltre 2.200 partecipanti in presenza, 214 relatori, 148 imprese e organizzazioni e più di 600 studenti coinvolti. I lavori hanno affrontato le sfide più urgenti del comparto, dalla competitività degli scali portuali alla digitalizzazione, dalla decarbonizzazione delle flotte alle nuove tecnologie di propulsione, fino alla logistica integrata e al rapporto tra infrastrutture e rigenerazione urbana. Il contest napoletano non è un esercizio isolato, ma affonda le radici in un settore che in Italia vale 78,9 miliardi di euro di valore aggiunto diretto. Secondo la XIV edizione del Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare 2026 curato da OsserMare, Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, nel 2025 l’economia blu italiana ha coinvolto 253.599 imprese e 1.133.949 occupati; considerando l’indotto, l’impatto complessivo raggiunge i 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4% del PIL nazionale. Il rapporto evidenzia inoltre una forte concentrazione nelle aree costiere, dove la Blue Economy arriva a incidere per il 10,6% sull’intero sistema imprenditoriale locale, con la Liguria in testa alla classifica per incidenza (11%).

il Direttore Responsabile Michele Di Schino