La Call4Innovation di NEST va a incidere in un comparto, quello della transizione energetica, in forte crescita nell’ecosistema startup nazionale ed europeo

Oltre 200 erano state le candidature ad alto contenuto tecnologico per partecipare alla “Boosting the Energy Transition”, la Call4Innovation 2025lanciata da Fondazione NEST(Network for Energy Sustainable Transition) e rivolta a startup e PMI innovative italiane e internazionali, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni tecnologichea supporto della transizione energetica, un ambito che sempre più coinvolge ricerca, innovazione e startup, unendo l’aspetto tecnologico a quello della tutela dell’ambiente e dell’impatto sociale. La premiazione si è svolta a Roma durante l’evento nazionale di NEST CONNECT 2026 del 19 e 20 febbraio.
Fondazione NEST ha istituito, nell’ambito della Call, un Innovation Board dedicato, composto dai partner industriali Veolia, Gruppo FS, Snam, Duferco ed Eurac Research che ha contribuito alla valutazione delle candidature e all’individuazione delle soluzioni con maggiore potenziale di sperimentazione industriale, selezionando sette realtà innovative con cui avviare progetti pilota, ciascuno finanziato fino a 50.000 euro. I progetti selezionati saranno sviluppati attraverso Proof of Concept e sperimentazioni in contesti reali, in collaborazione con gli Spoke scientifici di NEST e con le aziende dell’Innovation Board. Ambiti strategici come la decarbonizzazione, l’efficienza energetica e l’innovazione infrastrutturale rappresentano gli asset in cui operano le startup selezionate:
- Biotitan Nanotechnology, incentrata sullo sviluppo di nanotecnologie per il trattamento e la protezione delle superfici, crea rivestimenti innovativi, auto-pulenti e con proprietà antibatteriche/antivirali che riducono uso di detergenti e acqua, migliorano sicurezza e durabilità di materiali attraverso tecnologie di nano-coating sostenibili.
- eMomentum è focalizzata sulla manutenzione predittiva intelligente per ridurre guasti, consumi energetici e emissioni di CO₂ in impianti industriali e infrastrutture, grazie alla combinazione di sensori IoT non invasivi e intelligenza artificiale per suggerire il momento più efficiente per la manutenzione.
- PowerEmp sviluppa soluzioni per il monitoraggio energetico e la Power Quality, utilizzando sensori, piattaforme IoT e dashboard per analizzare consumi, qualità della potenza elettrica e performance per migliorare efficienza e controllo dei sistemi energetici industriali.
- Seares progetta e commercializza soluzioni innovative per l’ormeggio di strutture galleggianti nel settore marittimo (“Blue Economy”), migliorando la sicurezza, sostenibilità e gestione di porti, marine, acquacoltura e altre infrastrutture marine e contribuendo alla generazione di energia rinnovabile da moto ondoso.
- Becquerel Institute Italia, branca italiana dell’attività globale del Becquerel Institute, è una società di consulenza specializzata nel settore del solare fotovoltaico attraverso strumenti digitali e AI, con focus sull’espansione locale del mercato solare.
- DOMOPTI, nata come spin-off del Politecnico di Milano, sviluppa sistemi di gestione energetica intelligente basati su intelligenza artificiale per abitazioni, uffici e imprese, grazie a un software capace di coordinare produzione, consumo e accumulo di energia.
- Biogold Energy, con sede a Nairobi, è una realtà kenyota che valorizza i rifiuti agricoli e organici trasformandoli in energia pulita e sostenibile per famiglie, scuole e imprese.
“Il grande successo della Call4Innovation ‘Boosting the Energy Transition’ conferma la capacità dell’ecosistema dell’innovazione di rispondere in modo concreto alle sfide della transizione energetica,” ha dichiarato Gabriella Scapicchio, Direttrice Generale della Fondazione NEST. “Mettiamo in connessione ricerca, industria e nuove imprese per trasformare tecnologie ad alto potenziale in soluzioni applicabili e scalabili. È questo il cuore della missione di NEST: generare impatto attraverso l’innovazione.”
L’analisi di StartupNewsItalia. In un panorama nazionale che ha visto una lieve contrazione nel numero totale di startup (-4,2% secondo i dati Cribis), il comparto Green Tech e Climate Tech dimostra non solo resilienza maggiore, ma si muove in controtendenza per rilevanza strategica, con il 10/12% delle startup italiane decisamente orientate verso gli asset della transizione energetica, in grado di attirare sempre più capitali. Le Energie Rinnovabili rimangono l’ambito dove più startup del settore decidono di operare, con il 30% di esse incentrate principalmente fotovoltaico di nuova generazione e agrivoltaico. Quindi i Sistemi di Accumulo (23%) e l’Efficientamento Energetico (20%) completano un quadro in evoluzione esponenziale sia a livello europeo, un mercato stimato intorno ai 300-400 miliardi di euro (considerando solo i piani di investimento come REPowerEU), che globale: gli investimenti mondiali in transizione energetica hanno infatti raggiunto i 2.300 miliardi di dollari nel 2025. Con circa 7,2 GW di nuova capacità rinnovabile, investimenti in grid e reti per oltre 4,8 miliardi di euro e un’eccellenza su agrivoltaico e accumulo, l’Italia si candida a rappresentare uno degli hub più importanti a livello continentale per quanto riguarda la nuova frontiera dell’innovazione e delle startup che coniugano impatto ambientale, sociale e crescita economica di settori produttivi tradizionali.
il Direttore Responsabile Michele Di Schino

