A Roma è andata in scena la due giorni volta a connettere ricerca e impresa nell’ottica di individuare soluzioni vincenti per la transizione energetica

Si è concluso a Roma, a Palazzo Rospigliosi, NEST Connect 2026 (19-20 febbraio), l’evento simbolo della maturità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) applicato all’energia. NEST (Network 4 Energy Sustainable Transition), il partenariato esteso del PNRR dedicato agli “Scenari energetici del futuro” con una dotazione di oltre 114 milioni di euro e il coordinamento del Politecnico di Bari, unisce 25 partner tra cui le principali università italiane (Sapienza, PoliMi, PoliTo, Federico II) e giganti industriali.

NEST Connect rappresenta l’appuntamento in cui vengono messi in connessione i ricercatori con gli investitori e le imprese per far sì che i brevetti diventino startup o nuove linee di prodotto. Quest’anno, sono stati ben 9 i tavoli tematici attorno ai quali è stato strutturato l’evento, 9 “Spoke” (pilastri del progetto), ognuno dei quali ha prodotto un capitolo del Manifesto 9xEnergy:

  • Spoke 1 – Solare & Agrivoltaico: Focus sulla filiera europea del silicio e celle tandem.
  • Spoke 2 – Rinnovabili Offshore: Eolico flottante e moto ondoso.
  • Spoke 3 – Bioenergia & Carburanti Circolari: Trasformazione dei rifiuti in biocarburanti.
  • Spoke 4 – Idrogeno & Usi Finali: Produzione di idrogeno verde ed elettrolizzatori innovativi.
  • Spoke 5 – Conversione Energetica: Pompe di calore ad alta temperatura e cicli termodinamici.
  • Spoke 6 – Sistemi di Accumulo & Batterie: Batterie al sale, al litio-zolfo e riciclo.
  • Spoke 7 – Smart Sector Integration & Digital Twin: Digitalizzazione delle reti e comunità energetiche.
  • Spoke 8 – Efficienza & Resilienza: Ottimizzazione dei consumi negli edifici e nelle filiere.
  • Spoke 9 – Materiali Avanzati: Sviluppo di materiali senza terre rare e superconduttori.

L’evento ha rappresentato anche l’occasione per confermare i 15,8 milioni di euro residui in “bandi a cascata” per startup e PMI che vogliono collaborare con i centri di ricerca NEST e ha visto la presentazione di ben 74 prototipi industriali pronti per la sperimentazione sul campo (TRL elevato). Atto finale della due giorni è stato il Manifesto 9xEnergy, consegnato ai rappresentanti del Governo (MUR e MASE) come bussola per le politiche energetiche post-2026, delineando una strategia integrata per l’indipendenza energetica italiana basata su sovranità tecnologica e innovazione radicale.

L’analisi di StartupNewsItalia. I punti cardine del Manifesto 9xEnergy includono lo sviluppo di una filiera nazionale per il recupero di materie prime critiche (batterie e magneti), l’espansione dell’agrivoltaico avanzato e dell’eolico offshore per preservare il suolo, e l’adozione dell’idrogeno verde per decarbonizzare le industrie pesanti. Si tratta di un documento di svolta strategica per l’Italia. A livello europeo, infatti, i manifesti recenti (come quelli di Eurelectric o le risoluzioni di Renew Europe) si sono concentrati massicciamente sulla decarbonizzazione e sulla sicurezza energetica post-crisi Ucraina, premendo per l’installazione di GW di rinnovabili, senza andare a normarne e analizzarne la provenienza. L’obiettivo della linea strategica delineata dal Manifesto è quello invece di non solo “comprare” transizione (spesso dalla Cina), ma “produrre” le tecnologie abilitanti in Europa e in Italia, investendo principalmente sulla digitalizzazione e interoperabilità della rete e individuando nella certezza normativa e nella velocità autorizzativa il vero collo di bottiglia che separa l’Europa dagli USA (Inflation Reduction Act). Per il nostro ecosistema startup, che presenta un eccellente tasso di pubblicazione scientifica a cui non corrisponde un uguale tasso di brevetti e startup scalabili, le linee guida individuate rappresentano un vero e proprio “motore di domanda” per l’innovazione, creando con i 9 Spoke un ponte diretto tra i laboratori universitari (NEST è una rete accademica) e le grandi imprese (Eni, Enel, Terna, ecc.), facilitando la nascita di spin-off. Il manifesto promuove inoltre la digitalizzazione dei consumi e le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), un incentivo enorme per le startup che operano in Software & AI per il trading energetico e in Circular Economy. Infine, l’esigenza manifestata di unificare il mercato dei capitali e mobilitare capitali istituzionali significa maggiore disponibilità di capitali per la fase di Scale-up, dove solitamente le aziende italiane sono costrette a cercare fondi all’estero e creazione di un “marchio di qualità” per le startup che operano all’interno del perimetro del Manifesto, rendendole più visibili ai VC internazionali.

il Direttore Responsabile Michele Di Schino