Defence Tech e SpaceTech: il venture capital accelera sugli unicorni della sicurezza

Secondo il report di BestBrokers, AI, droni e tecnologie autonome stanno rivoluzionando il mercato, con 16 nuove società che hanno varcato la soglia del miliardo di valutazione

Il Defence Tech è diventato giocoforza uno dei fronti più sensibili della competizione tecnologica globale. La nuova corsa globale al riarmo e agli investimenti nelle tecnologie strategiche sta ridisegnando le priorità del venture capital, dopo anni in cui molti fondi evitavano il settore per ragioni reputazionali. Oggi invece difesa, aerospazio e space economy stanno vivendo una profonda rivalutazione, alimentata dall’aumento della spesa militare dei governi occidentali, dalla diffusione dell’intelligenza artificiale e dalla crescente centralità delle tecnologie dual use.

L’analisi realizzata da BestBrokers sulla base dei dati di Crunchbase, integrati con le informazioni di PitchBook e di altre fonti specializzate, conferma questa nuova centralità dell’asset difesa-aerospazio nei primi sei mesi del 2026, in cui sono stati investiti 22,6 miliardi di dollari in società attive nei comparti della difesa, dell’aerospazio e della space economy.

Nello stesso periodo, 16 startup hanno raggiunto lo status di unicorno, superando una valutazione privata di 1 miliardo di dollari, per un valore complessivo prossimo ai 23 miliardi di dollari. A livello globale, nel corso dei primi mesi del 2026 sono stati 98 i nuovi unicorni emersi: un’analisi più ampia di BestBrokers mostra che le aziende di intelligenza artificiale rappresentano la fetta più grande (25 nuovi unicorni), seguite dalla robotica (11), HealthTech (10) e Fintech (7). I fondi stanno affluendo rapidamente verso semiconduttori, cloud computing, robotica, aerospazio e tecnologie per la difesa progettate per supportare la distribuzione dell’IA su larga scala.

Il comparto dell’aerospazio e della space economy si conferma il principale motore della crescita. Nei primi sei mesi dell’anno sono nati 9 nuovi unicorni, con una valutazione aggregata di 12 miliardi di dollari, pari al 7,4% di tutti i nuovi unicorni creati a livello globale nello stesso periodo. Anche la difesa registra una forte accelerazione: sono infatti 7 le startup che hanno superato la soglia del miliardo di dollari nel semestre, rappresentando un ulteriore 5,8% del totale dei nuovi unicorni mondiali.

Tra le società più significative emerse nel 2026 spiccano STARK, startup tedesca della difesa che ha recentemente raccolto 500 milioni di euro per una valutazione di 3,65 miliardi di dollari, nel settore spaziale Cowboy Space Corporation (già Aetherflux) e True Anomaly, entrambe californiane e attive rispettivamente nelle infrastrutture satellitari e nella sicurezza orbitale, valutate 2 miliardi di dollari ciascuna, mentre altre startup di rilievo includono Roark (software per intelligence militare, 1,8 miliardi), Varda Space Industries (manifattura spaziale, 1,6 miliardi), Skyryse (automazione del volo, 1,1 miliardi) e Skyroot Aerospace (lancio di satelliti, 1,1 miliardi). Nello spaccato geografico, gli Stati Uniti continuano a rappresentare l’ecosistema di riferimento per questo segmento, con 9 dei 16 nuovi unicorni, quasi il 60% del totale, producendo a livello complessivo 60 dei 98 nuovi unicorni globali nel 2026, mentre la Cina è seconda con 11 nuovi unicorni, molti dei quali operanti nell’IA, nella robotica e nei semiconduttori.

Il report di BestBrokers evidenzia come intelligenza artificiale, droni e tecnologie autonome stiano rivoluzionando il mercato. Gli investitori stanno premiando sempre più le piattaforme ad alto contenuto tecnologico, con un crescente interesse per la difesa informatica, la guerra elettronica e i sistemi autonomi. E la crescita del settore è destinata a proseguire, grazie a una spesa globale per la difesa e le tecnologie strategiche che continua ad aumentare e le aziende del comparto che beneficiano di un crescente backlog di ordini e di budget governativi in espansione. Come sottolineato da BestBrokers, il mercato si sta muovendo oltre l’IA software-oriented verso la distribuzione nel mondo reale di sistemi autonomi e macchine intelligenti.