EIC Accelerator 2026: si afferma lo Space-Tech Italiano

Involve Space, Adaptronics e Fluid Wire Robotics tra le 61 aziende europee finanziate su quasi 1.000 candidature in uno dei programmi europei più competitivi per l’innovazione

Solo 61 aziende su quasi 1.000 candidature (un tasso di successo inferiore al 7%): per comprendere l’importanza del risultato italiano al bando EIC Accelerator, il programma europeo che sostiene PMI e start-up che sviluppano tecnologie innovative con concrete prospettive di crescita sul mercato, si deve partire da qui, da uno scenario ultra-competitivo dove alle pochissime realtà selezionate viene fornito un Grant (Fondo perduto) fino a 2,5 milioni di euro per coprire i costi di sviluppo tecnologico (fino al TRL 8) e un Equity (Investimento) fino a 15 milioni di euro tramite l’EIC Fund per la fase di scalata commerciale (TRL 9). Unitamente all’accesso a una Rete di Mentor di livello mondiale.

E sono state ben tre le startup, tutte sostenute dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dall’Incubatore I3P, selezionate in questo ristrettissimo, e qualificatissimo, gruppo:

  • Adaptronics (Torino/Bologna): spin-off dell’Università di Bologna, ha brevettato una rivoluzionaria tecnologia di presa robotica basata sull’elettroadesione. A differenza delle pinze tradizionali, i loro dispositivi utilizzano forze elettrostatiche per afferrare oggetti di qualsiasi forma, dimensione o materiale (anche fragili, flessibili o non conduttivi), consumando pochissima energia. L’EIC Accelerator supporterà la startup nel processo di qualifica spaziale della loro tecnologia. L’obiettivo è rendere i robot capaci di catturare in sicurezza satelliti malfunzionanti e rimuovere detriti spaziali (“space debris”), affrontando una delle sfide più critiche per la sostenibilità dell’orbita terrestre.
  • Fluid Wire Robotics (Torino/Pisa): nata come spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha sviluppato un’architettura meccanica unica chiamata Fluid Wire. Spostando i motori e l’elettronica lontano dai bracci robotici e posizionandoli in “box” protetti, riescono a creare manipolatori estremamente sottili, leggeri e resistenti a radiazioni e temperature estreme. Il finanziamento servirà a sviluppare un toolkit robotico europeo sovrano per l’ispezione, la manutenzione e l’assemblaggio di infrastrutture in orbita. Grazie ai fondi, Fluid Wire Robotics collaborerà con partner industriali (come la divisione spazio di Leonardo) per testare i propri sistemi in una missione dimostrativa in orbita, validando la loro capacità di operare in ambienti dove l’elettronica standard fallirebbe.
  • Involve Space (Como/Milano): fondata a Erba (Como), opera nel campo dei pseudosatelliti stratosferici (HAPS). Utilizzano palloni stratosferici intelligenti e autonomi, guidati da software di IA proprietari, per fornire servizi di osservazione della Terra e telecomunicazioni a una frazione del costo e dell’impatto ambientale dei satelliti tradizionali. Il capitale europeo permetterà di scalare la loro piattaforma LoonHive, un sistema che coordina una moltitudine di palloni interconnessi per coprire vaste aree geografiche. I fondi serviranno a potenziare le capacità di monitoraggio in tempo reale per la prevenzione di disastri naturali (incendi, alluvioni) e a consolidare la rete di connettività per applicazioni di difesa e sicurezza.

Il successo di quest’anno rappresenta la conferma del consolidamento di un ecosistema, quello dello Space-Tech, particolarmente vivo in Italia, strutturato intorno a poli come l’ESA BIC Turin e rafforzato dalla stretta collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che ha prodotto progetti con una solidità tecnica e finanziaria capaci di innovare e rivoluzionari in ambiti del settore estremamente strategici come la Sostenibilità Spaziale, con la rimozione dei detriti e la manutenzione dei satelliti) e l’Indipendenza Tecnologica, permettendo all’Europa di non dipendere da fornitori extra-UE per operazioni critiche in orbita e nella stratosfera. Si tratta, come esplicita il comunicato stampa dell’ASI, di “un traguardo che rafforza il posizionamento dell’Italia nel panorama dell’innovazione spaziale europea e testimonia l’efficacia dell’azione di accompagnamento e supporto promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana a favore dell’ecosistema nazionale delle start-up space-tech”.