Il quantum computing entra nell’era degli investimenti istituzionali: record da 3,9 miliardi di dollari nel 2025

Contenuto esclusivo StartupNewsItalia. Gli investimenti venture capital nel quantum computing hanno raggiunto i 3,9 miliardi di dollari nel 2025, distribuiti su 127 operazioni, il totale annuale più alto mai registrato

Il settore del quantum computing è diventato una vera e propria asset class istituzionale secondo il nuovo report di PitchBook, “Bit by Qubit: Global Quantum Computing Funding Hits New Records and Is Accelerating”, che traccia un quadro di crescita senza precedenti e di profonda trasformazione strutturale degli investimenti.

Gli investimenti venture capital nel quantum computing hanno raggiunto i 3,9 miliardi di dollari nel 2025, distribuiti su 127 operazioni, il totale annuale più alto mai registrato, con il solo quarto trimestre 2025 che ha fatto segnare un record di 1,5 miliardi di dollari, più dell’intero capitale annuale raccolto in ogni singolo anno antecedente al 2021. L’inizio del 2026 ha mantenuto il ritmo folle di fine 2025, con 1,2 miliardi di dollari nel primo trimestre, prima del fisiologico rallentamento post-megadeal, ma con il secondo trimestre di nuovo in accelerata fino a un picco di 2 miliardi su 23 operazioni, pari a un terzo del totale investito nell’intero verticale chip e data center.

La novità è l’ingresso tra gli investitori, costituiti finora da fondi prevalentemente specializzati in quantum, di colossi istituzionali globali quali NVIDIA, BlackRock, JPMorgan, Temasek e fondi sovrani, che guidano ora i round più grandi. La fetta del venture-growth è passata da circa l’1% del valore delle operazioni nel 2024 al 27,5% nel 2025, la più grande variazione annuale per stadio di investimento mai registrata nel dataset.

Tra le operazioni simbolo spiccano Quantinuum, che ha chiuso una Serie B da 838,9 milioni di dollari a una valutazione pre-money di 10 miliardi a novembre 2025, per poi quotarsi al Nasdaq a giugno 2026 con un IPO da 1,68 miliardi, e PsiQuantum, con la raccolta di 1 miliardo e una valutazione di 6 miliardi a settembre. SpinQ e QBoson hanno completato ad aprile 2026 round da circa 145 milioni ciascuno. Dal lato exit, il 2026 si è quindi aperto con una finestra di liquidità lungamente attesa, con quattro operazioni nel solo primo trimestre che hanno generato 5,7 miliardi di dollari di liquidità, circa 15 volte il totale dei tre anni precedenti messi insieme.

Il rapporto sottolinea infine come la dimensione geopolitica sia ormai un motore centrale, calcolando a oltre 60 miliardi di dollari gli impegni cumulativi dei governi a livello globale. A guidare è la Cina, che con il suo 15° Piano Quinquennale adottato all’inizio del 2026 ha classificato il quantum come industria futura prioritaria, davanti a intelligenza artificiale e semiconduttori, supportandola con un fondo nazionale di orientamento da circa 17,5 miliardi, mentre Stati Uniti, Unione Europea e Giappone stanno rispondendo, ma a velocità diverse che potrebbero lasciarli indietro. Perché il punto non è più se il quantum computing funzionerà, ma chi arriverà primo.