La generazione invisibile alla prova dell’AI

L’Intelligenza Artificiale può rappresentare un’opportunità di futuro per i NEET, ma serve un sistema sinergico che investa sulla formazione

Not in Education, Employment, or Training: la generazione NEET, quei giovani invisibili che non studiano, non lavorano e non cercano un impiego potrebbe trovare nelle opportunità rappresentate dall’ingresso massivo dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro un nuovo stimolo, una nuova prospettiva, un nuovo futuro lavorativo, a patto di attivare alcune sinergie e facilitare l’accesso alla formazione sulle nuove tecnologie. È questa la prospettiva e la sfida che emerge incrociando i dati di due differenti studi, il primo rapporto annuale del progetto Dedalo di Fondazione Gi Group e l’innovativo studio “Labor Market Impacts of AI” di Maxim Massenkoff e Peter McCrory, entrambi pubblicati nel mese di marzo.

Secondo il report di Fondazione Gi Group, intitolato “NEET, giovani non invisibili: sfide e risposte per attivare le risorse del futuro”, il fenomeno in Italia sta mostrando segni di contrazione scendendo al 14,3% nel 2024 rispetto al picco del 24% del decennio scorso, ma presenta ancora punti critici quali la disoccupazione di lungo periodo, che vede il 14% dei NEET fermo da oltre un anno e lo scoraggiamento (11,2%) di chi ha smesso di cercare perché convinto che non esista un’offerta adeguata. Le donne restano le più colpite, con il 20,6% di inattività legata a carichi familiari contro il 2,4% degli uomini.

Qui si inserisce l’analisi di Massenkoff e McCrory e il suo concetto di “Observed Exposure” (esposizione osservata), la misurazione cioè non delle potenzialità dell’utilizzo dell’AI, ma ciò che questa sta effettivamente facendo nelle aziende, certificando uno stacco piuttosto netto tra chi è inserito nel sistema lavorativo e chi se ne trova ancora fuori: nelle professioni ad alta esposizione all’AI, il tasso di ricerca di nuovi lavoratori è calato del 14% rispetto al 2022, colpendo quasi esclusivamente la fascia 22-25 anni, poiché la aziende non licenziano i senior, ma smettono di pubblicare annunci per posizioni “entry-level” (come data entry o assistenza clienti di base), storicamente i punti di accesso per i NEET. Questo avviene probabilmente perché si preferisce investire nella formazione e nell’aggiornamento del personale esistente piuttosto che assumere nuove competenze, proprio grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale che ha ridotto il tempo necessario per acquisire competenze complesse da 12,2 a 11,9 anni.

Se l’ingresso nel mondo del lavoro resta complesso, la richiesta specifica di competenze e formazione sempre più elevate e settoriali può rappresentare un elemento di sblocco nella stasi dei NEET, piattaforme di tutoraggio AI possono colmare i gap formativi dei NEET “scoraggiati” in tempi record, adattandosi ai ritmi di chi è rimasto fuori dal sistema per anni, mentre la crescita fino al 74,5% dei compiti di programmazione assistiti da AI abbassa la barriera d’ingresso per giovani senza lauree STEM, permettendo loro di diventare “AI-augmented workers” e di proporsi al settore più attivo nel recruitment dei giovani, quello del programmatore di software. Infine, la contrazione dei posti amministrativi (-0,6 punti percentuali di crescita prevista) potrà sempre più essere compensata dalla nascita di figure come l’AI Workflow Designer o l’Ethical Compliance Officer, settori dove i giovani, “nativi AI”, hanno un vantaggio competitivo naturale e dove l’aggiornamento delle competenze già esistenti all’interno delle aziende potrebbe risultare meno veloce e più oneroso che assumere dall’esterno personale già pronto.

Non a caso, proprio la Fondazione Gi Group propone un’azione sinergica per evitare che l’AI diventi un’ulteriore barriera di esclusione, grazie alle “5 proposte concrete” del progetto Dedalo che mirano a trasformare i centri per l’impiego in hub tecnologici dove l’AI viene usata per il matching predittivo, incrociando le passioni dei NEET con le reali necessità di un mercato che, come dimostrano Massenkoff e McCrory, premia chi possiede accesso alla formazione.