RepowerEU: 52 miliardi per l’indipendenza energetica, ma l’attuazione corre al 37%

RepowerEU è stato concepito per ridurre la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia, accelerando al contempo la transizione verso un sistema basato su fonti pulite e rinnovabili

A quattro anni dalla sua adozione, il piano RepowerEU, l’iniziativa con cui l’Unione europea ha cercato di rispondere alla crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina, giunge alla scadenza del 30 giugno 2026 per il completamento di milestone e target superiore ai 52 miliardi di euro (con finestra di rendicontazione che si chiuderà il 31 agosto), in un misto d luci e ombre: da un lato, la dipendenza dal gas russo è crollata dal 45% al 12%, ma dall’altro l’attuazione dei capitoli nazionali procede a rilento, con appena il 37% delle scadenze rendicontate a livello europeo.

RepowerEU ha correlato l’indipendenza energetica dell’Europa dalla Russia alla transizione verso un sistema basato su fonti pulite e rinnovabili, con un piano che prevede acquisti congiunti di gas, nuovi partenariati con fornitori affidabili e, nel medio termine, la decarbonizzazione industriale e un quadro normativo per l’idrogeno. Ogni Stato membro ha potuto accedere ai fondi inserendo un nuovo capitolo specifico all’interno del proprio Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La distribuzione de fondi è fortemente concentrata, con la Polonia che assorbe da sola circa 20,6 miliardi di euro, seguita dall’Italia (7,2 miliardi), dalla Spagna (6,9 miliardi) e dalla Francia (2,8 miliardi), mentre a livello europeo l’ambito più coinvolto dagli investimenti è quello dell’energia rinnovabile e delle reti (53,5%), seguito da efficientamento energetico (29,8%) e mobilità sostenibile (8,6%). Ogni capitolo RepowerEU doveva inoltre dedicare almeno il 37% degli investimenti totali agli obiettivi climatici. La maggior parte degli Stati (18 su 27) ha concentrato il proprio capitolo su un massimo di 3 ambiti di intervento, mentr l’Italia rappresenta un’eccezione con investimenti che interessano ben 6 diversi ambiti.

Il capitolo italiano del RepowerEU vale quindi 7,21 miliardi di euro e comprende 5 riforme e 15 investimenti pensati per rafforzare le reti di distribuzione e trasmissione elettrica, migliorare la sicurezza energetica, accelerare la produzione di rinnovabili, semplificare le procedure autorizzative, ridurre la domanda energetica e aumentare l’efficienza. E l’attuazione presenta le stesse problematiche e gli stessi rtardi dell’intero PNRR.

Infatti, secondo i dati pubblicati sul portale Italia Domani sullo stato di avanzamento, dei circa 8.000 progetti italiani finanziati dal RepowerEU, quasi tutti (7.646) si sono conclusi, ma assorbono solo il 40% delle risorse assegnate (circa 1,4 miliardi di euro), mentre i 294 progetti ancora in corso valgono 3,4 miliardi di euro. La stragrande maggioranza degli interventi completati riguarda progetti di piccola dimensione, mentre le opere più grandi e costose sono ancora in fase di realizzazione e di conseguenza la quota dei pagamenti già effettuati per i progetti finanziati dal RepowerEU italiano e non ancora conclusi era, ancora a febbraio 2026, appena del 18,2%.

Anche in questo caso, è una problematica diffusa in tutta l’Europa, dove i capitoli RepowerEU risultano addirittura generalmente più indietro rispetto ai PNRR nella loro totalità. Alla data del 23 giugno 2026, risultava rendicontato appena il 37% delle scadenze, ben 22 punti percentuali in meno rispetto al livello medio di completamento dei PNRR, al 59%.

Il bilancio complessivo del RepowerEU è però da valutare soprattutto in merto ai risultati raggiunti sul fronte della diversificazione energetica: dall’inizio della guerra, la dipendenza dell’Unione dal gas russo è scesa dal 45% delle importazioni totali al 12% nel 2025. Restano tuttavia 35 miliardi di metri cubi di gas russo importati ogni anno, che secondo la Commissione europea usciranno dai mercati in meno di due anni. Sul fronte della produzione di energia pulita, dal 2021 l’Unione ha installato 260 gigawatt di nuova capacità rinnovabile, di cui 204 GW di solare fotovoltaico e 57 GW di eolico. Un contributo che, secondo il report della Commissione, ha permesso di risparmiare 5,6 miliardi di euro di gas nel solo 2025.

Il RepowerEU presenta pertanto risultati macro indiscutibili, con la dipendenza dal gas russo crollata e le rinnovabili cresciute a ritmi senza precedenti in un quadro normativo consolidato, mentre l’attuazione dei capitoli nazionali procede più lentamente del previsto, con appena il 37% delle scadenze rendicontate e una concentrazione delle risorse su pochi grandi progetti ancora in corso.