
Contenuto esclusivo StartupNewsItalia. La startup di Maurizio Scilla e Simone Conzato incubata presso Ecoarea presenterà la prima sfilata olfattiva in occasione dell’evento Snouf domenica 22 marzo

03 Studio LAB rappresenta una delle idee di startup più interessanti e innovative nell’asset in pieno sviluppo del FashionTech & Beauty. StartupNewsItalia ha conosciuto i due fondatori dell’atelier creativo in occasione di un’intervista nel novembre 2025 in cui presentavano quella che è una vera e propria filosofia alla base della loro produzione artistica. Una visione della realizzazione dell’oggetto di design e del capo di moda totalmente ecosostenibile e saldamente ancorata alla ricerca e sperimentazione dimateriali di recupero e perfino di scarto, capaci di divenire elemento di nuove creazioni, di riscrittura dell’oggetto e della materia prima.
Ritroviamo Maurizio e Simone alla vigilia della loro prima sfilata olfattiva di domenica 22 marzo alle ore 12.00 all’interno dell’evento Snouf, per la presentazione del profumo 0.3 Origine, una fragranza realizzata insieme al profumiere Andrea Meloni che esplora il legame tra natura e materia attraverso note di acqua, pietra, muschio e pelle. “Un evento assolutamente immersivo”, spiega Maurizio Scilla, designer e artista che ha fatto del recupero di materiali di pregio per creare nuovi oggetti di design una vera e propria arte, “una sfilata capace di coinvolgere tutti i sensi della persona, perché quando percepiamo un’emozione vera, lo facciamo con tutto il nostro corpo e tutta la nostra anima. La sfilata si proporrà proprio questo, immergere l’ospite in una dimensione unica, dove la narrazione visiva curata dalla fotografa Elena Giungi, si fonderà con le immagini e il make-up della fondatrice di FEMME Créative, Lally Masia, e con la musica affidata al compositore internazionale Donato Barbaro. Saranno coinvolti anche 30 atleti della Polisportiva Nuoto Riccione, che per l’occasione indosseranno look Love3, il progetto moda sostenibile di Simone Conzato, proprio per sottolineare il valore della consapevolezza del corpo e della crescita delle nuove generazioni. Con questo progetto non lanciamo solo un profumo, ma quell’ecosistema di cui parlammo in occasione della nostra precedente intervista, dove la visione creativa diventa materia, celebrando la capacità delle startup di generare nuove possibilità attraverso la collaborazione”.
L’approccio è radicalmente ecosostenibile, con un packaging innovativo che custodisce il profumo in una struttura che esteticamente ricorda una pietra naturale, ma è realizzata in materiale riciclato alleggerito ad alta densità. “Solido come roccia all’apparenza, ma in realtà incredibilmente leggero e rifinito artigianalmente”, spiega ancora Scilla. “Abbiamo giocato con i sensi, con la vista e il tatto che avvicinano e caricano di significati e aspettative il momento della sperimentazione olfattiva, cui abbiamo pensato di accompagnare Acqua di 0.3 Origine, un’ulteriore declinazione della fragranza pensata specificamente come acqua rinfrescante per corpo e capelli”.
L’occasione è anche quella per capire, insieme a Simone e Maurizio, l’evoluzione che sta attraversando l’ecosistema Fashion in Italia, tra valorizzazione dell’artigianato e concorrenza con grandi brand, un panorama estremamente variegato che apre grandi prospettive per chi è in grado di coniugare tradizione e innovazione, intelligenza artificiale e artigianalità, qualità del prodotto e rispetto dell’ambiente. “Un contesto in evoluzione rapidissima, che pure ha proprio in questi capisaldi la linee di sviluppo futuro, di evoluzione e anche di business”, è l’analisi di Simone Conzato, una vita nel mondo dei grandissimi marchi della moda mondiale. “La sostenibilità non è più un elemento di semplice marketing o una scelta alternativa, ma costituisce valore, racconta una storia unica per ogni materiale, diventa fattore di scelta di un prodotto, spesso dirimente. E la tecnologia, l’innovazione, è quel tassello che ancora mancava per dare l’assoluta certezza della qualità e del rispetto di una filosofia ecosostenibile presente dietro al singolo prodotto che acquistiamo. La creazione di blockchain, la certificazione completa del percorso di un materiale, dal recupero alla nuova vita che gli doniamo, e che di conseguenza doniamo al cliente, sarebbe stata impensabile senza l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Oggi posso avere l’assoluta certezza dell’origine, della storia e della rielaborazione di ogni singolo elemento di un prodotto, ne acquisto e ne condivido il percorso, aumento il valore oggettivo con quello emozionale ed esperienziale, creo e ricevo un pezzettino di mondo racchiuso in un oggetto o in un capo di abbigliamento”.
Il progetto creativo di 03 Studio LAB affonda le proprie radici in Romagna, da sempre una delle terre dove l’artigianato ha ricercato forme sempre nuove e diverse per reinventarsi, mantenendo una solida base di piccole aziende capaci di puntare in primis sulla qualità del prodotto, un humus produttivo che ha informato e influenzato, in questi luoghi, anche l’avvento della tecnologia più all’avanguardia. Una visione che unisce senso e innovazione proprio in Ecoarea, l’ecosistema guidato da Romano Ugolini in cui è incubata anche 03 Studio LAB, un “incubatore di senso” che propone realtà capaci di entrare nell’ecosistema startup nazionale con un punto di vista differente e creativo, capace sempre di proporre una dimensione artistica ed etica insieme. “La parola chiave è, come sempre, incontro”, ribadisce Scilla. “Quello tra 03 Studio LAB ed Ecoarea nasce dalla rete generata da Genio Micelio, startup e società benefit fondata da Giancarlo Barletta. Anche questa, ben rappresentata da un’immagine, una metafora capace di coinvolgere le nostre sensibilità più profonde: come il micelio nei boschi connette in maniera invisibile e per questo ancor più potente le radici degli alberi permettendo lo scambio di nutrienti e informazioni, Genio Micelio crea ponti concreti tra persone, imprese e progetti attraverso un approccio etico e orientato alla sostenibilità. Senza questa visione, senza questa opportunità di condivisione e di scambio, l’arte risulterebbe arida, confinata, asfittica. E non si aprirebbe mai a nuove tendenze, letture della realtà e, perché no, a nuove tecnologie”.
Il rischio dell’impatto delle tecnologie, in particolar modo dall’Intelligenza Artificiale, è quello di rendere tutto finto, forse standardizzato? Di delegare la creatività alla macchina? Simone Conzato rimette al centro la dimensione dell’umano: “se il rischio c’è, è un rischio che va assolutamente corso e affrontato, perché l’arte è sempre nata dalle sfide e dal confronto, mai dalla negazione e dalla proibizione. Abbiamo fatto l’esempio della certificazione dei materiali, un ambito dove l’arte creativa c’entra poco e che ci sembra pertanto meno impattante sul prodotto finale, anche se, come abbiamo visto, non è assolutamente così grazie al senso e al valore che un oggetto acquisisce grazie alla consapevolezza del suo percorso materiale. Facciamo allora un esempio più diretto: con l’intelligenza artificiale la creazione di book, di ambientazioni, di modelle e di shooting diventa praticamente infinita, aperta a qualsiasi possibilità, oltre che economicamente estremamente vantaggiosa. Questo significa che tutte le immagini saranno uguali? O che avranno quella patina di irrealtà che attribuiamo istintivamente alle foto generate con l’AI? È possibile, anzi è un rischio molto evidente: la standardizzazione, l’estrema patinatura, le modelle e i modelli tutti uguali. Ma se poniamo la genialità e la creatività dell’uomo al centro della nostra azione, quello che a tutta prima ci può sembrare un pericolo, diventa un’opportunità. L’artista può creare shooting perfettamente corrispondenti alla filosofia, al messaggio, all’emozione che vuole proporre con la sua creazione, senza limiti se non il proprio gusto, la propria arte e la propria capacità di gestire e confrontarsi con le nuove tecnologie. La possibilità che ci si apre è quella di una creatività perfetta, di una corrispondenza totale tra l’idea, il messaggio e la realizzazione finale come mai era stato possibile, proprio per motivi tecnici limitanti, fino ad oggi. È la sfida che sto portando avanti con la piattaforma digitale Trama AI per sviluppare il processo completo della produzione e della promozione dei capi di moda”.
Perché alla fine, attraverso la relazione tra luce e materia indagata da Maurizio Scilla e il continuo rapporto tra forma e movimento all’origine delle creazioni di Simone Conzato, i confini tra arte e tecnologia si riescono a fondere in una delle proposte più dirompenti nel panorama Fashion italiano, da sempre cifra e modello della genialità e delle capacità del nostro Paese.

