La startup dei fratelli Amodei non sembra volersi presentare solamente come l’AI Company con maggiore valutazione al mondo, ma come una potenza in pieno possesso di infrastruttura fisica e capacità tecnologica per sviluppare l’AI oltre i livelli attuali
C’è una strategia dietro le recenti mosse di Anthropic in vista di quella che promette di essere l’IPO più ricca della storia, quando il debutto a Wall Street entro ottobre potrebbe portare a una valutazione che gli investitori stimano tra i 2.000 e i 3.000 miliardi di dollari, una cifra che supererebbe il record stabilito da SpaceX, quotata a 1.770 miliardi, 325 volte il fatturato previsto.
Perché la startup dei fratelli Amodei non sembra volersi presentare solamente come l’AI Company con maggiore valutazione al mondo, ma come una potenza in pieno possesso di infrastruttura fisica e capacità tecnologica per sviluppare l’AI oltre i livelli attuali, strutturata lungo i due asset vitali per l’Intelligenza Artificiale: la potenza di calcolo e tecnologie di frontiera nell’addestramento dei modelli LLM.
Anthropic sta investendo nel 2026 massicciamente in infrastrutture di calcolo, consapevole che la potenza di elaborazione è il vero collo di bottiglia per lo sviluppo dell’IA generativa, e in quest’ottica di acquisizioni infrastrutturali ha siglato un accordo da 10 miliardi di dollari con Volta Infra Holdings, startup cloud fondata all’inizio del 2026 e sostenuta da Nvidia, che prevede la fornitura di servizi di cloud computing per i prossimi sei anni, con data center che saranno costruiti in Norvegia. La scelta del Paese scandinavo non è casuale: oltre il 90% dell’elettricità norvegese proviene da fonti idroelettriche e il clima freddo consente un raffreddamento dei server più efficiente rispetto ad altre strutture. Il data center avrà una potenza di 133 megawatt e sarà realizzato in collaborazione con Bitdeer Technologies Group, una società specializzata nel mining di criptovalute. È solo l’ultimo dei grandi investimenti, partendo dai 65 miliardi di dollari del round di inizio 2026, per coprire gli ingenti costi di sviluppo dell’IA e della propria capacità computazionale.
Ma al di là della potenza garantita da infrastrutture gigantesche e futuristiche, la nuova linea di investimento dei creatori del modello Claude guarda all’implementazione tecnologica per l’addestramento dei modelli LLM, alla creazione di ambienti di apprendimento che, al momento, nessun altra concorrente sarebbe in grado di vantare. Parliamo della trattativa per acquisire Decart AI per circa 6 miliardi di dollari, startup che sviluppa i cosiddetti “world model”, modelli di intelligenza artificiale che mirano a simulare il mondo fisico. Si tratta di tecnologia che potrebbe rappresentare un salto generazionale per l’addestramento degli LLM poiché, invece di apprendere esclusivamente da dati testuali, i modelli potrebbero essere addestrati in ambienti simulati che replicano le dinamiche del mondo reale, migliorando la loro capacità di comprendere e interagire con la fisica, lo spazio e il tempo, unitamente a software in grado di ridurre i costi di addestramento dell’IA, migliorando l’efficienza dei chip, sviluppati dalla stessa Decart. L’integrazione di una simile tecnologia nell’infrastruttura esistente di Anthropic con la sua incrementata potenza di calcolo, potrebbe rappresentare un elemento dirompente se avvenisse prima della quotazione in Borsa.
Una quotazione che, secondo quanto riportato dal Financial Times, sei investitori di Anthropic elaborando autonomamente i propri modelli di valutazione, hanno indicato tutti in una cifra che supera i 2.000 miliardi di dollari, più che raddoppiano la valutazione post-money di maggio di 965 miliardi. Resterà da comprendere se, a queste cifre, le aspettative diventeranno così alte da rischiare un effetto boomerang subito dopo l’IPO (come nel caso di SpaceX), o se i numeri del secondo trimestre 2026, con un fatturato preliminare aumentato di almeno 14 volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e la prospettiva di un fatturato annuo nel 2026 di 60 miliardi di dollari, basteranno a sostenere i primi passi dell’AI Company più ricca della storia (aspettando alla stessa prova OpenAI).

