La nuova strategia evolve il modello della Rete Nazionale Acceleratori e affianca il sostegno a fondi specializzati a investimenti diretti nelle fasi successive, fino alle Series A e B. Z_ONE è il primo fondo sottoscritto nell’ambito del nuovo corso
CDP Venture Capital rafforza il proprio impegno a sostegno dell’ecosistema italiano dell’innovazione con il lancio del Fondo Acceleratori II, nuovo strumento che introduce un approccio evolutivo rispetto al Fondo Acceleratori I. L’obiettivo è quello di mettere a sistema in un unico prodotto i due capi del percorso innovativo delle startup, sostenendo da un lato i gestori specializzati attivi nel pre-seed e nel seed, dall’altro direttamente le startup ad alto potenziale nelle fasi di crescita successive.
Il nuovo Fondo nasce facendo leva sull’esperienza maturata con la Rete Nazionale Acceleratori, infrastruttura costruita in questi anni da CDP Venture Capital insieme a operatori, territori e investitori. Il Fondo Acceleratori II opererà principalmente attraverso la sottoscrizione di fondi gestiti da SGR indipendenti, dotate di team specializzati negli investimenti pre-seed e seed e affiancate da operatori con comprovata esperienza nella progettazione e gestione di programmi di accelerazione, e la selezione privilegerà gestori con una solida competenza nell’early stage investing, valorizzando sia le esperienze sviluppate all’interno della Rete Nazionale Acceleratori sia track record qualificati a livello nazionale e internazionale.
Accanto a questa prima direttrice di intervento, il Fondo Acceleratori II prevede una seconda linea strategica di investimento diretto nelle startup più promettenti nelle successive fasi di crescita, comprese le Series A e Series B. “La Rete Nazionale Acceleratori si è affermata come una delle più importanti infrastrutture per l’innovazione del Paese”, è il commento di Emanuele Levi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di CDP Venture Capital. “In cinque anni abbiamo accompagnato oltre 570 startup, contribuendo alla nascita di nuove filiere tecnologiche, alla creazione di circa 1.200 posti di lavoro e alla generazione di 150 milioni di euro di fatturato complessivo. Gli investimenti che il Fondo Acceleratori ha attivato, pari a circa 107 milioni di euro, hanno innescato ulteriori 180 milioni di capitali privati, mentre oltre 150 startup hanno raccolto round successivi e 22 hanno già raggiunto fasi di crescita avanzata con round Series A e B. È la dimostrazione concreta di come una collaborazione efficace tra investitori, corporate e territori possa accelerare la competitività del sistema innovativo italiano. Con il Fondo Acceleratori II vogliamo consolidare i risultati raggiunti e imprimere una nuova accelerazione alla crescita dell’ecosistema italiano dell’innovazione”.
In questo contesto si inserisce Z_ONE, primo fondo sottoscritto da CDP Venture Capital attraverso il Fondo Acceleratori II e prima applicazione concreta del nuovo modello. CDP Venture Capital ha partecipato infatti al primo closing di Z_ONE in qualità di anchor investor, contribuendo alla nascita di un nuovo fondo dedicato agli investimenti in startup nelle fasi iniziali, che si avvale di programmi di accelerazione. L’investimento in Z_ONE inaugura il nuovo ciclo del Fondo Acceleratori II, che punta a valorizzare il patrimonio di competenze e relazioni costruito con la Rete Nazionale Acceleratori, mobilitare nuove risorse focalizzandole su ambiti e settori strategici e rafforzare il sostegno alla nascita e alla crescita delle startup italiane, dalle primissime fasi di sviluppo ai successivi round di investimento.

Il plus di StartupNewsItalia. Per l’ecosistema italiano delle startup, il Fondo Acceleratori II rappresenta un passaggio importante perché non si limita ad aumentare le risorse disponibili, ma prova a costruire un ponte più solido tra accelerazione, investimenti pre-seed e seed e fasi di crescita successive, fino alle Series A e B. In un mercato che soffre ancora di discontinuità tra i diversi stadi di finanziamento, la possibilità di accompagnare le imprese lungo tutto il percorso di sviluppo riduce il rischio di dispersione delle realtà più promettenti e favorisce la nascita di campioni tecnologici capaci di attrarre capitali privati e investitori internazionali. Il modello, inoltre, valorizza le competenze dei gestori specializzati e il patrimonio della Rete Nazionale Acceleratori, contribuendo a rendere il sistema italiano più competitivo, a creare occupazione qualificata e a rafforzare il trasferimento tecnologico tra ricerca, imprese e territori.

