Mobilità sostenibile, ecco le 14 startup vincitrici del bando europeo Raptor 2026. Cinque sono italiane

Annunciati i nomi dei vincitori della RAPTOR Open Call 2026, il programma dell’EIT Urban Mobility che finanzia e accompagna startup e PMI innovative desiderose di mettere alla prova le proprie soluzioni in città europee reali

Sono ben 14 i progetti pilota, selezionati dal programma dell’EIT Urban Mobility attraverso la RAPTOR Open Call 2026, che riceveranno un finanziamento di 60mila euro per un periodo di sperimentazione della durata di sei mesi, a partire da luglio fino a dicembre 2026. Il budget complessivo investito nella call dall’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia ammonta a 900mila euro. Al termine dei sei mesi di test, i dati raccolti e le evidenze prodotte serviranno a scalare le soluzioni in altre città della rete EIT, contribuendo in modo tangibile agli obiettivi di neutralità climatica del continente.

Le città coinvolte spaziano da nord a sud dell’Europa, e le soluzioni premiate toccano tutti gli ambiti della mobilità contemporanea: dall’elettrificazione delle flotte alla micromobilità condivisa, dalla logistica dell’ultimo miglio all’uso dell’intelligenza artificiale per rendere più sicure e intelligenti le infrastrutture stradali. Tra i progetti più interessanti spiccano, ad esempio, la piattaforma londinese che utilizza digital twin per ottimizzare gli spazi di sosta, il sistema di monitoraggio del comfort termico per pedoni e ciclisti che verrà testato nella svedese Luleå, e la soluzione di Berlino che mappa i percorsi scolastici per ridurre gli incidenti. A Bruxelles si lavorerà invece sui dati di accessibilità delle colonnine elettriche, mentre ad Helsinki un sistema di fleet monitoring trasformerà i bus in sensori mobili per la manutenzione stradale.

L’Italia è stata una delle protagoniste, con ben cinque startup nella rosa dei 14 vincitori. La più “casalinga” è Superurbanity, che avrà sperimenterà il proprio servizio di navigazione ciclabile intelligente direttamente nel Comune di Trento. La loro soluzione, denominata ORBIS, non si limita a tracciare la via più breve: integra dati meteo, illuminazione, pendenza, sicurezza stradale e intermodalità con i mezzi pubblici per offrire percorsi su misura per ogni tipologia di utente, dal pendolare al turista.

Le altre quattro italiane esportano il proprio know-how oltre confine. STAM opererà a Edimburgo per implementare una piattaforma data-driven che rivoluziona la sosta, introducendo una tariffazione differenziata in base al peso e al livello di emissioni dei veicoli, mentre Carchain sperimenterà il coordinamento delle consegne di merci fresche dal mercato cittadino di Guimarães, in Portogallo, utilizzando veicoli logistici elettrici condivisi, riducendo traffico e inquinamento nelle ore di punta. Loki, invece, a Lviv, in Ucraina, testerà un innovativo sistema di telecamere basato sull’intelligenza artificiale in grado di realizzare un inventario digitale in tempo reale della segnaletica stradale orizzontale e verticale, mentre infine Flowy, a Nitra, in Slovacchia, installerà un sistema di sensori Wi-Fi passivi sui mezzi pubblici, studiato per monitorare l’affollamento in tempo reale e ottimizzare le corse sulla base dei flussi reali di passeggeri.