Intelligenza Artificiale e IoT possono produrre vantaggi economici per quasi 60 miliardi nei prossimi anni

Il rapporto Smart Infrastructure, realizzato dal Centro Studi TIM, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center, Osservatori 5G & Connected Digital Industry e Internet of Things del Politecnico di Milano e Comtel Innovation e presentato il 27 Novembre al TIM Innovation Lab di Roma, delinea un’Italia possibile in cui la viabilità stradale è monitorata in tempo reale, gli eventuali guasti nelle reti idriche ed energetiche anticipati e i costi di gestione e manutenzione delle opere civili sensibilmente ridotti, grazie a Intelligenza Artificiale e IoT che possono trasformare le infrastrutture in reti intelligenti, renderle più efficienti, ridurre gli sprechi, minimizzare i rischi e garantire una maggiore resilienza, con servizi più affidabili e sostenibili per i cittadini.
La possibilità concreta che emerge dal rapporto è quella di ridisegnare le reti energetiche, idriche e stradali italiane grazie all’Intelligenza Artificiale, sensoristica intelligente e tecnologie di robotica e droni, supportate da connessioni 5G ad alte prestazioni ed evolute soluzioni di cybersicurezza, con una riduzione dei costi di gestione che potrebbe arrivare fino a un terzo.
Nelle reti elettriche, l’abbattimento dei costi complessivi di quasi 700 milioni di euro l’anno potrebbe avvenire attraverso l’uso di sensori IoT e piattaforme di gestione avanzate in grado di ottimizzare la distribuzione e ridurre le perdite, con una trasformazione delle reti elettriche dal modello centralizzato a quello smart grid che consentirà sempre più di integrare l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili (eolico, solare, ecc.). Il settore idrico, vero malato delle reti nazionali, con perdite d’acqua che toccano circa il 42% a livello nazionale, con punte superiori al 55% nel Mezzogiorno, potrebbe ammontare risparmi fino a circa 2,6 miliardi di euro al 2030 con l’adozione di smart meter e sistemi di monitoraggio e gestione avanzati, monitorando i consumi e rilevando in tempo reale i guasti occulti.
È nel capitolo sicurezza, tuttavia, che secondo lo studio i sistemi di monitoraggio intelligente potranno apportare i migliori vantaggi, prevenendo fino al 27% dei crolli delle strutture più vetuste e riducendo fino al 31% i costi complessivi di gestione delle reti stradali (gallerie, ponti, strade) e altre opere civili. La vita delle infrastrutture verrebbe prolungato in totale sicurezza e con puntualità nelle manutenzioni, con benefici economici enormi per l’Italia, fino a raggiungere un risparmio complessivo di oltre 54 miliardi di euro nella vita utile delle nuove infrastrutture critiche sulla base degli investimenti previsti nel quinquennio 2026-2030.
“La sfida digitale delle infrastrutture italiane non è più rinviabile. Sono la spina dorsale dello sviluppo economico del Paese” – ha dichiarato Elio Schiavo, Chief Enterprise and Innovative Solutions Officer di TIM. “Investire nella loro digitalizzazione significa garantire sicurezza, efficienza, sostenibilità e permette di trasformare il nostro territorio in una smart land, un passaggio essenziale per lo sviluppo dell’Italia. Per innovare in questo settore serve fare rete e creare un ecosistema collaborativo con startup e aziende all’avanguardia, così da accelerare questa rivoluzione tecnologica e rafforzare le competenze”.

