Il fondo multimiliardario promosso dalla Commissione Europea mira a ridurre la dipendenza delle startup dai capitali extra-europei

Parte, con i primi investitori privati, lo Scaleup Europe Fund, l’iniziativa strategica multimiliardaria promossa dalla Commissione Europea con l’obiettivo fondamentale di colmare il funding gap, il divario di finanziamento che le aziende europee in rapida crescita (le scale-up) affrontano nelle loro fasi avanzate di sviluppo, riducendo la dipendenza da capitali extra-europei affinché le aziende possano crescere e prosperare rimanendo nel continente.
Lo Scaleup Europe Fund si concentrerà in particolare sul capitale di crescita e sugli investimenti in fase avanzata (late-stage investments) nei settori del “deep tech” (tecnologie avanzate) strategici, tra cui Intelligenza Artificiale, Tecnologie Quantistiche, Semiconduttori, Biotecnologie e Tecnologie per il Clima. Opererà come un fondo di crescita basato sul mercato, gestito privatamente e cofinanziato da soggetti pubblici e privati.
Oltre alla Commissione Europea e alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), il gruppo dei potenziali futuri investitori fondatori comprende APG Asset Management, uno dei maggiori investitori in pensioni al mondo, gestendo asset per milioni di partecipanti nei Paesi Bassi (inclusi per conto del fondo pensione ABP) e che investe per conseguire rendimenti sostenibili a lungo termine, la danese Novo Holdings, che gestisce le risorse della Fondazione Novo Nordisk, con un focus sugli investimenti nelle scienze della vita (life science) e nella tecnologia, Wallenberg Investments, la società che amministra e sviluppa gli asset delle Fondazioni Wallenberg (Svezia), una delle famiglie più influenti nel settore finanziario e industriale svedese, il fondo danese per l’esportazione e gli investimenti EIFO (Export and Investment Fund of Denmark), la holding spagnola CriteriaCaixa, che gestisce il patrimonio della Fondazione Bancaria La Caixa, il gruppo bancario Santander e la sua società di venture capital focalizzata sul settore fintech Mouro Capital e infine la banca di sviluppo nazionale della Polonia BGK (Bank Gospodarstwa Krajowego). Per l’Italia, entrano nel Fondo Intesa Sanpaolo, Fondazione Cariplo e Fondazione Compagnia di San Paolo.
Carlo Messina – Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo: “Intesa Sanpaolo è da tempo impegnata a potenziare i settori deep tech, individuati dalla Commissione Europea come necessari alla crescita della competitività del nostro continente, quali le tecnologie per la salvaguardia del clima, le tecnologie d’avanguardia come la quantistica e l’intelligenza artificiale. Abbiamo preso parte a questo importante progetto, accanto alla Fondazione Compagnia di Sanpaolo e alla Fondazione Cariplo con l’obiettivo di reperire risorse per finanziare e far crescere l’innovazione, favorendo la collaborazione con la Commissione e il Parlamento Europeo. L’innovazione tecnologica è fattore decisivo per lo sviluppo; come gruppo bancario l’abbiamo posta al centro delle prospettive di crescita con un programma di investimenti di oltre 4,5 miliardi di euro che ci pone all’avanguardia del settore europeo”.
Giovanni Azzone – Presidente di Fondazione Cariplo: “Siamo convinti dell’importanza delle relazioni e delle collaborazioni a livello internazionale. È uno degli obiettivi che ci siamo dati: allargare i confini. Perché pur mantenendo un’attività filantropica focalizzata sul nostro territorio, la Lombardia e una parte del Piemonte, siamo consapevoli dell’importanza delle reti e del confronto, oltre gli ambiti di intervento tradizionali. Lo facciamo con diverse modalità: dalla collaborazione concreta a progetti con altre fondazioni estere, fino al confronto costante con i principali enti filantropici in Europa e nel mondo, per raccogliere esperienze e portare, in qualche caso, le nostre. Lo stesso dicasi per il dialogo aperto con le istituzioni europee, prime tra tutte la Commissione Europea e il Parlamento Europeo, su temi come il contrasto alle disuguaglianze crescenti. La nostra adesione a Scaleup Europe Fund è un tassello importante di queste collaborazioni. È il segnale di un desiderio di unire gli sforzi, anche nel mettere a fattor comune le risorse finanziarie”.
Marco Gilli – Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo: “L’ingresso delle due principali fondazioni bancarie del Paese, insieme a Intesa Sanpaolo, tra i potenziali futuri investitori dello Europe Scale-Up Fund promosso dalla Commissione Europea, rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni pubbliche, private e filantropiche, capace di coniugare l’impatto sociale con la solidità economico-finanziaria delle operazioni. In un contesto internazionale caratterizzato da una rapida transizione tecnologica, questo fondo offre un’opportunità unica per far crescere le imprese high-tech, migliorare la competitività europea nei settori tecnologici emergenti e, in prospettiva, attrarre investimenti strategici nel nostro continente e nel nostro Paese. Con l’attiva partecipazione a questo ambizioso progetto e il diretto impegno nel working group la Compagnia di San Paolo ribadisce la sua vocazione internazionale e compie un passo concreto nella direzione di una filantropia strategica capace di mobilitare capitali e competenze a servizio dell’innovazione”.
Alberto Anfossi – Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo e Representative in the Founding partners’ working group: “In coerenza con il nostro documento di programmazione pluriennale 2025-2028 scegliamo di allinearci a una grande iniziativa strategica europea che intende concretamente colmare un gap storico del nostro continente: l’assenza di fondi capaci, per dimensione e vocazione, di seguire la crescita delle imprese e, così facendo, trattenerle sul territorio. Un valore aggiunto molto significativo di questa iniziativa è la collaborazione con altre grandi fondazioni e istituzioni finanziarie europee. Con questo Fondo contribuiamo a creare uno strumento capace di attrarre capitali istituzionali di lungo periodo e di sostenere la transizione tecnologica del continente, offrendo un ecosistema di collaborazione senza precedenti tra istituzioni pubbliche e investitori privati per favorire la crescita delle imprese deep tech e la loro espansione internazionale. L’obiettivo è duplice: generare rendimenti di mercato sostenibili e al contempo rafforzare la leadership tecnologica e l’autonomia strategica dell’Europa”.

