Le 6 chiavi per il futuro del mercato elettrico in Europa

Tra sfide strutturali e normative, il sorpasso della produzione da energie rinnovabili si consolida nel 2025. In Italia più lentamente

Leader globale nella decarbonizzazione del settore elettrico, l’Europa si trova oggi con oltre la metà della fornitura elettrica proveniente da fonti rinnovabili, con quasi i due terzi garantiti da tecnologie a basse emissioni. L’ultimo rapporto di Wood Mackenzie, intitolato “Six Key Factors shaping European power markets”, analizza questo primato alla luce delle sfide strutturali senza precedenti che il passaggio da un sistema basato sui combustibili fossili a uno dominato da risorse variabili sta delineando in termini di prezzi, stabilità e investimenti.

Il primo punto da tenere presente nell’analisi del futuro del mercato europeo delle forniture elettriche è certamente il consolidamento del Sorpasso delle Rinnovabili sulle Fossili, con il 2025 secondo anno consecutivo in cui la quota di rinnovabili nel mix di generazione ha superato la soglia critica del 50%, definendo di conseguenza un nuovo regime di mercato in cui la disponibilità delle risorse naturali (vento, sole e acqua) diventa il principale driver della fornitura, rendendo il sistema intrinsecamente più variabile. A questo mutamento sostanziale, fanno eco tuttavia due fattori negativi ancora in via di risoluzione: la Crisi della Domanda Elettrica, non ancora tornata ai livelli pre-pandemia e una diffusa Volatilità e Prezzi Negativi a seguito dell’evidente discrepanza tra un’offerta in rapida crescita e una domanda stagnante che crea una pressione ribassista sui prezzi all’ingrosso, mettendo a rischio la redditività dei nuovi impianti, fino a costringere i produttori a pagare per immettere energia in rete, rendendo i prezzi più volatili, ma complicando il recupero dei costi per gli investitori. Il posizionamento cruciale in questo nuovo sistema è pertanto quello della Flessibilità, requisito fondamentale del mercato e che porta con sé la crescita dei sistemi di accumulo (BESS – Battery Energy Storage Systems) e la risposta della domanda (demand response), essenziali per bilanciare i picchi di produzione rinnovabile e garantire la sicurezza del sistema durante i periodi di scarsità. Infine, due sfide si prospettano nel futuro: la risoluzione del Collo di Bottiglia dell’Infrastruttura di rete, principale limite alla transizione e una Riforma della Regolamentazione che deve evolvere rapidamente per sostenere questa trasformazione.

Il plus di StartupNewsItalia.Il 2025 ha rappresentato un anno di profonda trasformazione per il sistema energetico italiano, tra traguardi storici e rallentamenti strutturali. L’evento simbolo dell’anno è stato il sorpasso del fotovoltaico sull’idroelettrico: per la prima volta nella storia nazionale, il sole è diventato la principale fonte pulita del Paese, con le fonti rinnovabili (FER) a coprire il 41,4% del fabbisogno elettrico nazionale. Nonostante l’entusiasmo per i record produttivi, però, il ritmo di crescita ha mostrato i primi segnali di rallentamento: nel 2025 sono stati installati circa 7,2 GW di nuova potenza, un calo del 3,9% rispetto all’anno precedente, che significa che per centrare l’obiettivo del 63% di elettricità rinnovabile entro il 2030 previsto dal PNIEC, l’Italia dovrebbe viaggiare a una media di 10-12 GW annui. La rete ha dimostrato, tuttavia, di essere pronta per un grande balzo in avanti nello storaggio di energia da fonti rinnovabili, con il 2025 l’anno del vero boom dei sistemi di accumulo (BESS), la cui capacità è balzata dai 131 GWh del 2024 a oltre 1.400 Gwh, permettendo di “tagliare” i picchi di sovrapproduzione solare del mezzogiorno per rilasciare energia nelle ore serali, stabilizzando i prezzi e riducendo gli sprechi.