Da Legambiente e Kyoto Club dodici richieste all’Esecutivo per garantire una transizione energetica giusta ed efficace

Il Forum QualEnergia 2025 ha lanciato un messaggio univoco: la transizione non è solo una sfida tecnologica, ma soprattutto politica e sociale. I dati dimostrano che il settore è pronto a investire, ma servono regole chiare e un sostegno concreto alle famiglie per evitare che la decarbonizzazione diventi un peso economico iniquo, in un quadro critico per il futuro energetico del nostro Paese. Organizzata da Legambiente, Kyoto Club e La Nuova Ecologia, la XVIII edizione dell’evento, svoltosi a Roma il 3 e 4 dicembre 2025, ha messo in luce come, a fronte di un’avanzata della tecnologia e di un aumento dell’efficienza, il sistema normativo italiano stia al contrario frenando la corsa verso la decarbonizzazione.

I dati presentati durante il Forum sono inequivocabili. Nonostante la necessità di accelerare per centrare i target europei, i primi dieci mesi del 2025 hanno fatto registrare una battuta d’arresto. I nuovi impianti realizzati sono stati 181.768, con un calo del 27% rispetto allo stesso periodo del 2024. Anche la nuova potenza installata (circa 5,4 GW) ha subito una contrazione del 10,6%. Questo rallentamento preoccupa gli esperti: per raggiungere l’obiettivo di 80 GW di nuova potenza entro il 2030, l’Italia dovrebbe installare almeno 11-12 GW all’anno, quasi il doppio della velocità attuale. A pesare sono soprattutto la burocrazia farraginosa, l’incertezza sulle “Aree Idonee” e il crollo della produzione idroelettrica (-22,8% a causa della siccità).

Al centro del dibattito è emersa la questione del nuovo sistema europeo di scambio di quote di emissione (ETS 2), che dal 2027 colpirà i settori del riscaldamento e dei trasporti stradali. Senza interventi strutturali, il rischio è che la transizione venga percepita dai cittadini solo come un aumento dei costi in bolletta. Proprio per evitare questo scenario e sbloccare i cantieri della transizione, Legambiente e Kyoto Club hanno presentato un pacchetto di 12 interventi urgenti:

  1. Accelerare il passo sulle fonti rinnovabili: Semplificare drasticamente gli iter per i grandi impianti eolici (a terra e offshore) e fotovoltaici.
  2. Riforma del GSE e della Commissione PNRR-PNIEC: Completare l’organico e ottimizzare le procedure per smaltire le migliaia di pratiche ancora in attesa di autorizzazione.
  3. Stop al nucleare e alle tecnologie fossili: Evitare la dispersione di risorse economiche e politiche su soluzioni a lungo termine o climalteranti, puntando tutto su FER e accumuli.
  4. Semplificazione per le Comunità Energetiche (CER): Rimuovere gli ostacoli burocratici che impediscono la diffusione dell’autoconsumo collettivo, specie nei piccoli comuni.
  5. Certezza sulle Aree Idonee: Definire un quadro normativo unico che impedisca veti incrociati tra Stato e Regioni, dando garanzie a chi vuole investire.
  6. Sostegno al Repowering: Facilitare l’ammodernamento degli impianti esistenti per aumentare la produzione senza ulteriore consumo di suolo.
  7. Sgravio fiscale al 100% per i redditi bassi: Introdurre una riqualificazione energetica profonda delle abitazioni totalmente gratuita per le fasce sociali più deboli.
  8. Ruolo centrale di Cassa Depositi e Prestiti (CDP): Prestiti agevolati a lungo termine per le famiglie con redditi medio-bassi che vogliono investire in efficienza.
  9. Estensione del Reddito Energetico agli affittuari: Permettere anche a chi non possiede una casa di beneficiare dell’autoconsumo a distanza.
  10. Tutela contro i rincari ETS 2: Creazione di un fondo di microcredito a tasso zero per l’elettrificazione e l’efficienza energetica domestica.
  11. Incentivi per la mobilità elettrica commerciale: Contributi fino a 3.000€ per la sostituzione di veicoli commerciali leggeri con mezzi a emissioni zero.
  12. Economia circolare e Biomasse: Valorizzare le filiere del recupero e la gestione forestale sostenibile come pilastri della decarbonizzazione.