
Il ritmo di crescita delle Rinnovabili in Italia resta insufficiente per raggiungere gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e tutto questo ha un costo. Per la precisione, 137 miliardi di euro. A rivelarlo è l’Executive Summary del Rapporto AGICI “Osservatorio Rinnovabili 2025” dell’Osservatorio Rinnovabili (OIR) di AGICI, dal titolo “Quanto costa restare fermi? I Costi del Non Fare le rinnovabili”, presentato 10 ottobre presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo di Milano. I Costi del Non Fare (CNF) riguardano i rischi economici, ambientali e sociali derivanti dal mancato o insufficiente sviluppo delle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) in Italia rispetto agli obiettivi stabiliti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), stimati in un confronto tra lo scenario del pieno raggiungimento degli obiettivi PNIEC e l’attuale situazione, il Business As Usual (BAU).
Ne emerge che se il PNIEC prevede 131 GW al 2030, nonostante l’accelerazione nelle installazioni FER registrata negli ultimi anni (in particolare 2023 e 2024), il ritardo dell’Italia si attesterà a circa 17 GW rispetto ai target previsti. Tra il 2015 e il 2024, infatti, la capacità rinnovabile italiana è cresciuta del 44% (da 51 GW a 74 GW), un tasso inferiore a quello di Germania (+93%), Francia (+75%), Spagna (+78%) e Paesi Bassi (+537%), un ritardo che comporterà una somma di 137 miliardi di euro in Costi del Non Fare al 2050. Al contrario, un pieno raggiungimento degli obiettivi PNIEC porterebbe a un beneficio economico complessivo di oltre 162 miliardi.

