Eolico offshore: l’amministrazione Trump sarà portata in tribunale

Revolution Wind, joint venture 50/50 tra il colosso danese delle energie rinnovabili Ørsted e un consorzio guidato da Skyborn Renewables (società della piattaforma Global Infrastructure Partners), ha presentato il 4 settembre un reclamo presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto di Columbia contro l’ordine di sospensione dei lavori emesso dal BOEM (Bureau of Ocean Energy Management – Dipartimento Usa degli Interni), cui farà seguito una richiesta di ingiunzione preliminare in merito al parco eolico marino da 704 MW al largo delle coste del Rhode Island, un progetto da un miliardo e mezzo di dollari già completato all’80%, bloccato dal presidente USA Trump a fine agosto. I ricorrenti ritengono che il BOEM non avesse l’autorità legale per l’ordine di sospensione dei lavori.

La stessa posizione di Revolution Wind è stata espressa dal procuratore generale Peter F. Neronha e dal procuratore generale William Tong, che annunciano l’intenzione di citare in giudizio l’amministrazione Trump presso la Corte distrettuale federale del Rhode Island.

L’impianto eolico produrrà energia elettrica sufficiente ad alimentare più di 350mila abitazioni dal 2026 in Connecticut e Rhode Island. ISO New England, l’ente che gestisce la rete di trasmissione elettrica nella regione del New England, ha avvertito che ritardare il progetto aumenterebbe i rischi per l’affidabilità e la sicurezza delle forniture energetiche.