Dalle tute blu alle tute spaziali: Torino evolve nella Città dell’Aerospazio

L’espansione della Città dell’Aerospazio delinea un nuovo modello di sviluppo dell’industria torinese, in connubio tra ricerca, startup e innovazione tecnologica

Torino rinnova la propria vocazione industriale guardando allo spazio: l’espansione della Città dell’Aerospazio e il rafforzamento della collaborazione tra il Politecnico di Torino, imprese e istituzioni pongono la città della Mole come punto di riferimento italiano per la innovazione tecnologica e la space economy.

L’ampliamento dell’area di corso Marche con la creazione di nuovi spazi dedicati alla ricerca e all’innovazione attuato attraverso il sostegno dalla Regione Piemonte e alimentato anche da fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sembra aprire nuovi orizzonti per la città grazie alla realizzazione dell’edificio 37, di oltre diecimila metri quadrati destinati a laboratori scientifici, e la futura Casa delle Piccole e Medie Imprese, che ospiterà startup e aziende tecnologiche con infrastrutture condivise, uffici e laboratori.

Non si tratta semplicemente di un ampliamento dal punto di vista urbanistico ma rappresenta il consolidamento di un modello che Torino conosce bene: la connessione diretta tra scuola e lavoro, tra alta formazione e industria altamente specializzata, grazie anche al coinvolgimento di grandi player come Leonardo, Thales Alenia Space e Avio Aero e alla presenza di due eccellenze nell’incubazione del comparto quali I3P ed ESA BIC Turin.

Torino è sempre stata legata all’automotive e vuole trasferire quel paradigma che l’ha resa centrale rispetto al comparto industriale italiano verso il settore aerospaziale. Per decenni l’industria automobilistica torinese è stata sostenuta dall’ingegneria del Politecnico che oggi volge lo sguardo tecnologie spaziali, mantenendo però lo stesso motore di sviluppo: la collaborazione tra università, ricerca e imprese.

Il distretto aerospaziale piemontese è già il più grande d’Italia, con circa 350 aziende e 25 mila addetti. Tra i protagonisti figurano grandi player industriali come Leonardo, Avio e Thales Alenia Space, accanto a un numero crescente di startup deep-tech. Ed è in questo ecosistema che il Politecnico di Torino vuole svolgere e sta già svolgendo un ruolo centrale: oltre diecimila studenti sono iscritti ai corsi di ingegneria meccanica e aerospaziale, creando la linfa che alimenterà la crescita di questo settore.

L’Università diventa il bacino, il motore di questo affascinante ecosistema industriale: gli studenti di oggi saranno gli ingegneri di domani che entreranno nel settore aerospaziale, fonderanno start up, imprese che faranno da motore per innovazione e nuova occupazione qualificata. Così la città cambia settore ma lascia intatta la propria storia, la propria identità. Così, se nel secolo scorso il simbolo era l’automobile ora il nuovo simbolo potrebbe essere lo spazio. Il principio, la filosofia di base rimane la stessa: innovazione e sviluppo nascono quando università, imprese e talenti lavorano in sinergia nello stesso ecosistema.