L’Italia è attraversata da ben tre delle corsie preferenziali energetiche europee stabilite dalla Commissione

Con l’European Grids Package (Pacchetto Reti Europee) vengono identificate otto Energy Highways nella roadmap operativa con cui l’UE intende dare priorità e accelerare lo sviluppo delle infrastrutture elettriche critiche. Queste corsie preferenziali nascono dall’esigenza di integrare in modo massiccio l’energia rinnovabile in un sistema che garantisca massima sicurezza energetica creando una solida spina dorsale elettrica continentale. I progetti inseriti in questi corridoi strategici godono del riconoscimento di “interesse strategico prevalente”, beneficiando in tal modo delle procedure autorizzative semplificate previste dal Pacchetto Reti e di una priorità finanziaria, con maggiori opportunità di accedere a risorse dell’UE come il Connecting Europe Facility (CEF).
Tra gli otto corridoi strategici, l’Italia riveste un ruolo cruciale in due direttrici chiave che ne delineano la posizione di snodo tra Nord Europa e Mediterraneo. La prima direttrice è la North-South Highway (Centro), essenziale per il potenziamento della capacità di trasmissione tra il Nord e il Sud dell’Europa centrale. Questo corridoio coinvolge in primo luogo Paesi come Germania, Austria e Italia, e ha come obiettivo primario quello di bilanciare i flussi di energia, convogliando la grande quantità di elettricità generata dagli impianti eolici del Nord verso i centri di consumo del Sud e gestendo contemporaneamente la produzione idroelettrica e solare tipica delle regioni meridionali. La parallela North-South Highway (Ovest), che mira a potenziare la capacità tra Germania, Francia, Spagna e Portogallo per la distribuzione dell’energia rinnovabile iberica, e la North-South Highway (Est), che, includendo l’Italia sul lato Adriatico, è cruciale per l’integrazione dei mercati dei Balcani Occidentali e per sfruttare le rinnovabili emergenti nell’Europa Sud-Orientale, completano le tre linee nord-sud che attraversano la superficie continentale, racchiuse in un ulteriore sistema di reti sottomarine che interconnettono est-ovest la produzione prevalentemente offshore eolica come la Baltic Offshore Grid e la North Sea Offshore Grid, cruciali rispettivamente per lo sviluppo degli hub eolici nel Mar Baltico e nel Mare del Nord, quest’ultima fondamentale per collegare i parchi eolici giganti ai principali centri di consumo nei Paesi Bassi, Belgio e Germania, e la Western Offshore/Atlantic Offshore Grid a ovest che mira a sfruttare le risorse eoliche oceaniche dell’Atlantico, contribuendo alla sicurezza energetica occidentale (Spagna, Portogallo e Francia). Lo sviluppo dell’interconnessione con gli Stati del Mar Nero e il Sud-Est europeo, inclusi i collegamenti con l’Ucraina, è affidato alla Eastern Offshore/South East Europe Grid, necessario complemento alla terza direttrice strategica che coinvolge direttamente l’Italia, la Mediterranean Offshore Grid. Questo corridoio si concentra sulle interconnessioni sottomarine tra l’Europa meridionale (come Italia e Grecia), le isole e, potenzialmente, l’Africa del Nord. La sua importanza è vitale per la sicurezza energetica del Sud Europa, in quanto facilita lo sfruttamento del vasto potenziale eolico e solare della regione mediterranea, trasformando il mare in un hub di interscambio e produzione.

