L’Electricity Market Report 2025 evidenzia una crescita straordinaria delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) in Italia, moltiplicatesi per 19 in un solo anno

Sono letteralmente esplose: le Comunità Energetiche Rinnovabili si sono moltiplicate per 19 nel 2025, per un totale di 876 configurazioni attive (tra CER e altre forme di autoconsumo diffuso), di cui 421 sono Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), mentre nel 2024 erano solamente 46. Lo certifica l’Electricity Market Report 2025, curato dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano.
A guidare la distribuzione geografica delle CER, si confermano Lombardia (prima con 141 CER) e Piemonte (seconda a 114 CER), ma con numeri decisamente meno monopolizzanti, passando dal 43% delle iniziative al 29,1%, grazie alla crescita esponenziale nel sud Italia e in particolare in Sicilia (al terzo posto con 104 CER) dove in alcune aree e nelle regioni con minore densità abitativa, la densità di comunità per abitante risulta persino superiore a quella del Nord, evidenziando il forte impatto delle CER a livello di comunità locale e di piccoli centri.
Le dimensioni rimangono, tuttavia, medie e contenute, con circa 17 kW per 4 utenze, con una potenza complessiva coperta dalle configurazioni di autoconsumo di appena 83 MW, lontanissima dal contingente incentivabile nazionale di 5 GW. Lo scenario più ottimistico prospettato nel Report vedrebbe la potenza complessiva installata dalle CER raggiungere i 2,7 GW entro il 2028, contribuendo con circa 2,8 TWh alla produzione fotovoltaica nazionale, poco oltre la metà dei 5 GW prospettati come incentivabili a livello nazionale, ma ai ritmi attuali, purtroppo, non si andrebbe oltre gli 0,5 GW. La spinta è supportata anche dagli incentivi del PNRR e dal nuovo quadro normativo, che, ampliando la platea dei beneficiari e superando il precedente limite dei 5 mila abitanti, può stimolare la diffusione delle CER anche in aree periurbane e centri di media dimensione, ma sembra ancora insufficiente a superare le problematiche legate a ritardi ed eccessiva burocratizzazione (una CER si costituisce tra i 12 e i 27 mesi), incompatibili con la scadenza di fine 2027, fissata come termine per richiedere l’accesso alla tariffa premio incentivante per l’energia condivisa.
Come evidenziato dai recenti dati Terna, inoltre, fondamentale risulta essere sempre più il ruolo dei sistemi di accumulo. L’asta MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico) di settembre 2025 ha assegnato 10 GWh di sistemi BESS (Battery Energy Storage Systems), a fronte di un’offerta molto più alta, con un obiettivo nazionale al 2030 di 58 GWh di storage centralizzato.

