Palo Alto Networks acquisisce Koi Security per 400 milioni di dollari

L’operazione è volta ad acquisire esperienza e know-how nella nuova frontiera dei cyber-attacchi legati agli Agenti AI

Il colosso della cybersecurity Palo Alto Networks ha annunciato l’acquisizione di Koi Security, startup israeliana che, in meno di due anni di vita, ha ridefinito il concetto di protezione per gli “agenti autonomi” e il software non binario. L’operazione ha un valore stimato di circa 400 milioni di dollari e si di un “exit” straordinario per Koi Security, fondata solo nel 2024 da veterani dell’Unità 8200 (l’élite dell’intelligence israeliana). Prima dell’acquisizione, la startup aveva raccolto circa 48 milioni di dollari da investitori di primo piano come Team8, Battery Ventures e NFX e con questa operazione consentirà un ritorno sul capitale superiore a 8 volte l’investimento iniziale.

Koi Security si distacca dalla maggior parte delle aziende di sicurezza concentrate sul bloccare i virus tradizionali (.exe) perché interviene su una sorta di “buco nero” nella difesa aziendale: il software non binario e gli agenti AI. Al centro dell’offerta di Koi c’è infatti la piattaforma Wings, un motore di analisi che monitora le Estensioni dei browser, i Plugin di sviluppo e gli Agenti AI e LLM, vale a dire di automi software che interagiscono con i dati aziendali per svolgere compiti complessi. La tecnologia di Koi sarà fusa all’interno di Prisma AIRS, la suite di Palo Alto dedicata alla sicurezza dell’AI, e nel modulo Cortex XDR, potenziando la capacità di rilevamento delle minacce “fileless” (senza file). L’acquisizione, che segue quella di CyberArk nel 2025, consolida la posizione di leadership di Palo Alto rispetto a competitor diretti come CrowdStrike e Zscaler, potendo offrire una piattaforma “all-in-one” che copre anche le zone d’ombra dello sviluppo software moderno.

Il plus di StartupNewsItalia. Per dimostrare la vulnerabilità dei marketplace di software, nel giugno del 2024 i ricercatori di Koi hanno creato un’estensione per Visual Studio Code (lo strumento di scrittura codice più usato al mondo), chiamandola “Darcula Official” e inserendo nel tema un codice (innocuo ma dimostrativo) capace di accedere al codice sorgente locale, esfiltrare segreti aziendali e password e inviare i dati a un server remoto. Senza alcuna campagna di marketing, in pochi giorni l’estensione è stata scaricata da oltre 300 organizzazioni globali, aziende nella lista Fortune 50 e importanti società di cybersicurezza e reti governative, dimostrando come la fiducia nei marketplace (VS Code, NPM, PyPi) sia praticamente cieca: si installano strumenti basandosi solo sul nome o sul numero di download, senza che vi sia un controllo preventivo rigoroso da parte delle piattaforme. L’esperimento ha dimostrato che il vero “buco” nella sicurezza moderna non è il firewall, ma il software di terze parti installato dai tecnici stessi e ha rappresentato la base di partenza della fortuna di Koi grazie alla piattaforma ExtensionTotal, uno strumento capace di scansionare e bloccare le estensioni malevole proprio prima che possano agire.