L’edizione 2026 ha confermato il deciso investimenti delle aziende nel digitale e nell’innovazione a tutela del made in Italy e per una visione a tutto tondo del prodotto in ottica sostenibile ed esperienziale

L’edizione 2026 di Vinitaly, tenutasi a Verona dal 12 al 15 aprile è stata anche l’occasione per conoscere l’intera filiera del vino come un vero e proprio hub tecnologico in cui innovazione, startup, tradizione e internazionalizzazione ricercano strade sempre nuove e al passo con i tempi per pormuovere ed esportare nel mondo una delle grandi eccellenze italiane. Con oltre 4.000 espositori e 90.000 presenza da 135 Paesi, il salone ha messo al centro la capacità del sistema di rispondere alle sfide climatiche e alle nuove abitudini di consumo attraverso l’innovazione digitale, il design e la sostenibilità.
Particolare attenzione alle startup è stata dedicata nei padiglioni padiglioni Wine2Digital ed Enolitech, dove Baloario ha conquistato il prestigioso premio Best Innovation al Vinitaly Design Award 2026 con il progetto Altapressione, una soluzione che ha colpito la giuria per l’originalità nel packaging e nella conservazione e C235 Spirits si è aggiudicata il Vinitaly Design Award nella categoria Dark Spirits con l’Amaro Cheers, per la capacità di coniugare neuromarketing e design per i distillati calabresi. Altro premio legato all’innovazione digitale nella filiera è andato a Cartes, premiata con il riconoscimento Black nella categoria Private Label per il progetto Oro Del Sol, eccellenza nella tracciabilità e nobilitazione, all’interno di un comparto agritech e precision farming dove molte realtà hanno presentato sensori IoT e droni avanzati per l’ottimizzazione idrica e l’analisi predittiva del suolo, puntando alla resilienza climatica. Lanciata ufficialmente in fiera Vitelab Network, rete di centri di ricerca applicata che mira ad accelerare l’innovazione in vigneto, unendo competenze dal Piemonte a tutto il Nord Italia.
Alcuni progetti specifici hanno dominato le testate giornalistiche e i blog tecnici per il loro impatto immediato sul mercato, come Nino Negri 3000, proclamato Best in Show al Vinitaly Design Award per la sua capacità di sintetizzare eredità storica e design d’avanguardia, mentre il packaging ha dimostrato di essere ormai una sezione dell’intero comparto tra le più aperte alla sperimentazione e all’innovazione, grazie ai progetti di Guido Cocci Grifoni, vincitore del premio Best Sustainability, e alle soluzioni in carta di Quintarelli Pietre e Marmi, che hanno ridefinito il packaging per l’Horeca e il delivery riducendo il peso del 90%. altre innovazioni capaci di unire digitale, tecnologia d’avanguardia e prodotto enologico hanno riguardato la nascita di E-Sommelier e Nasi Elettronici, assistenti vocali basati su AI generativa per i buyer e dispositivi tascabili spettroscopici in grado di rilevare istantaneamente difetti come il “sentore di tappo”, mentre Coldiretti ha confermato come oggi l’investimento in innovazione sia in crescita esponenziale tra le aziende, con 1 cantina su 3 che sta già investendo in IA, robotica e blockchain.
In particolar modo, tracciabilità e logistica rappresenteranno il campo dove l’export italiano dovrà giocare la sua partita più tecnologicamente avanzata, grazie a protocolli integrati tramite etichette intelligenti NFC/QR che sono stati presentati come “scudo” contro l’Italian Sounding, rendendo la storia della bottiglia trasparente dal vitigno alla tavola e nuove piattaforme digitali capaci di semplificare la burocrazia doganale, permettendo alle piccole cantine di vendere direttamente nei mercati di Asia e USA.
Infine, altro comparto dove l’innovazione e il digitale hanno aperto nuovi spazi di conoscenza e “vivibilità” del prodotto è stata rappresentata dalla nuova area Vinitaly Tourism, dove Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute sono state premiate come Vinitaly Territory Ambassador 2026 per un modello di ospitalità sostenibile supportata da strumenti digitali e molte cantine hanno introdotto visori AR e piattaforme di booking esperienziale per permettere ai turisti di “vivere” la vendemmia virtualmente durante tutto l’anno, così come sono stati presentati Wine Club Digitali con algoritmi avanzati in grado di suggerire abbonamenti personalizzati basati sui gusti rilevati durante le degustazioni fisiche in cantina.

