Italian Tech Alliance: “per le startup passi in avanti sul fronte della policy. La Commissione Europea conferma la volontà di procedere verso la scale-up-fund”

L’edizione 2025 di Slush, tenutasi dal 19 al 20 Novembre a Helsinki, si conferma uno degli appuntamenti più strategici per l’ecosistema dell’innovazione europeo, grazie a talk e approfondimenti che hanno animato il grande padiglione fieristico. L’evento si è confermato come il raduno essenziale per founder e investitori, con numeri cruciali per chi cerca capitali: 5.000 fondatori presenti, ben 3.300 VC provenienti da fondi di calibro mondiale come Andreessen Horowitz e Index Ventures. Questo elevato rapporto tra investitori e founder ha facilitato un’intensità di networking senza pari, permettendo di concretizzare oltre 20.000 incontri strategici in soli due giorni.
In crescita la presenza italiana, che grazie all’attività dell’Italian Trade Agency (ICE) ha dato forte visibilità all’ecosistema digitale nazionale, con panel di alto profilo e una serie di pitching session che hanno offerto alle numerose startup della delegazione l’occasione di mostrare visione, competenze e capacità di competere sulla scena globale.
“Sul fronte delle policy abbiamo finalmente visto passi avanti significativi,” afferma Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance, l’associazione italiana del Venture Capital, degli investitori in innovazione e delle startup e PMI innovative. “La Commissione europea ha confermato con chiarezza la volontà di procedere con decisione verso lo Scale-up Europe Fund, il cui lancio è atteso nei primi mesi del 2026: un segnale forte per tutto l’ecosistema. Restano però incerti e contraddittori i segnali sul ventottesimo regime. Le associazioni chiedono con forza un regolamento, ma al momento la Commissione sembra orientata verso una direttiva. È una scelta che rischia di indebolire l’impatto della misura” conclude Cerruti.
Italian Tech Alliance, insieme a numerose associazioni europee del settore, ha sottoscritto un joint statement sull’autonomia digitale strategica, chiedendo alla Commissione una strategia più ambiziosa per rafforzare la competitività del continente. Il documento sollecita l’UE a introdurre una European preference negli appalti pubblici, a favorire la crescita di campioni europei attraverso una maggiore integrazione del mercato e a definire un quadro regolatorio realmente coerente, includendo anche un 28° regime dedicato alle imprese innovative. Una direzione pienamente coerente anche con quanto emerso al recente summit franco-tedesco sul digitale, che ha chiamato l’Europa ad accelerare sul fronte delle politiche per l’innovazione.

