Wine Tech Challenge 2026: Verona al centro dell’innovazione vitivinicola mondiale

In uno degli asset centrali del nostro export, l’ingresso dell’innovazione tecnologica può coniugare tradizione millenaria e nuove prospettive di sviluppo

L’economia del vino DOP italiano vale circa 11 miliardi di euro, ma il 2025 ha mostrato segnali contrastanti: una leggera flessione degli imbottigliamenti (-2,1%), mentre a livello internazionale l’Italia, nonostante oltre 8,2 miliardi di euro di export, è costretta a fare i conti con le incognite dei dazi USA e il rallentamento della domanda asiatica. Per il 2026, nuovi parametri capaci di accrescere il valore globale del prodotto vitivinicolo avranno sempre maggiore importanza nel mercato: attraverso sostenibilità, tracciabilità e innovazione di prodotto (come i vini a bassa gradazione alcolica). Ecco allora che la sfida dell’innovazione passa anche da qui, da una tradizione millenaria che necessita di rinnovarsi attraverso tecnologie capaci di non tradire la storia di uno dei prodotti maggiormente diffusi a livello globale del nostro settore agroalimentare, ma al tempo stesso di riuscire a farlo stare al passo coi tempi, se è vero che, ad oggi, solamente l’8% delle aziende vitivinicole italiane utilizza tecnologie 4.0 avanzate.

È in questo contesto che a Verona, in una delle terre storiche della tradizione vitivinicola italiana, andrà in scena da domani la Wine Tech Challenge 2026, con il chiaro intento di giungere a raddoppiare questa cifra entro il 2027, portando l’innovazione anche nelle micro-cantine a conduzione familiare e garantendo al “Made in Italy” un vantaggio competitivo inattaccabile. L’iniziativa, inserita nel framework del Verona Agrifood Innovation Hub, punta a ridefinire i confini del settore enologico italiano e internazionale, grazie a un programma di Open Innovation strutturato per connettere il “vecchio” e il “nuovo” mondo del vino. Dietro l’organizzazione troviamo Eatable Adventures, uno dei principali acceleratori Foodtech al mondo, supportato da UniCredit.

Cuore del programma è rappresentato dalle quattro aziende partner che hanno aperto le porte delle loro cantine per testare le soluzioni sul campo, dal gigante della distribuzione globale Mack & Schühle Italia alle Paladin Giovanni Cantine, punto di riferimento per l’eccellenza produttiva, al leader nell’innovazione di brand e mercati internazionali Pasqua Vini a VasonGroup, pioniere nelle biotecnologie e nei trattamenti enologici. L’accesso diretto a vigneti e linee di imbottigliamento per progetti pilota di 7 mesi e l’opportunità di testare prototipi su scala reale rappresentano, oltre ai fondi stanziati, il valore aggiunto del programma, volto a un procedimento di Validazione Industriale (Modello Zero CapEx) fondamentale per unire e testare insieme innovazione e realtà produttive.

L’invito a startup e centri di ricerca è quello di fornire soluzioni concrete per quattro macro-aree critiche, partendo dalla Viticoltura Smart e Sostenibile, risposta obbligata alla siccità che continua a colpire duramente. Dalle tecnologie come gli idrogel derivati da alghe, capaci di ridurre il consumo d’acqua fino all’80%, ai sistemi di Computer Vision alimentati via laser per identificare malattie della vite prima che diventino visibili, riducendo l’uso di pesticidi del 40%, la capacità di reagire a situazioni climatiche critiche in tempo reale testerà necessariamente la resilienza di un intero settore. Settore conseguente sarà quello dedicato alla Automazione e digitalizzazione della cantina, dove l’automazione dei processi rappresenta il vero fulcro su cui far ruotare l’intera industria, riducendo gli sprechi. Aziende come VasonGroup puntano infatti su biotecnologie avanzate per migliorare la qualità enologica, ottimizzando ogni fase del processo produttivo attraverso il monitoraggio digitale dei dati fermentativi. L’Innovazione di prodotto e customer experience sarà invece fondamentale nel 2026 per quanto riguarda l’impatto zero, con il Vetro “Light” delle bottiglie alleggerite per abbattere l’impronta di carbonio nel trasporto, e la commerciabilità globale, con Etichette Intelligenti, digitali e multilingua, e Sistemi per allungare la shelf life dei prodotti. Il partner Mack & Schühle Italia guarda ai mercati digitali, e la quarta macroarea è dedicata a Export e canali digitali di vendita, dove l’intelligenza artificiale suggerisce ai distributori esteri quali vini acquistare in base ai trend di consumo locali in tempo reale, offrendo al contempo una tracciabilità totale via QR code per il consumatore finale.