Il 2026 consoliderà il sorpasso della produzione da rinnovabili sul fossile

Il Report Electricity 2026 della IEA delinea la nuova “Età dell’Elettricità” sempre più legata alla produzione da fonti rinnovabili e dall’efficientamento della rete di distribuzione

Il 6 febbraio 2026, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha pubblicato il suo Rapporto annuale Electricity 2026, confermando che quella presente è ormai ufficialmente definita come l’Età dell’Elettricità, non più solo una delle tante fonti di energia, ma il cuore dell’economia globale, con una domanda che corre a una velocità doppia rispetto a quella energetica totale, una richiesta di elettricità che crescerà del 3,6% annuo fino al 2030, trainata da data center, intelligenza artificiale, veicoli elettrici e pompe di calore.

Il dato più significativo è il consolidamento del sorpasso delle fonti pulite sulle fonti fossili. Dopo averlo quasi raggiunto nel 2025, la generazione globale da fonti rinnovabili ha ora ufficialmente superato il carbone come singola fonte primaria di elettricità, con la produzione da fossile che ha iniziato una parabola discendente, compensata dalla crescita esplosiva del solare e dal recupero del nucleare che porterà, entro il 2030, la combinazione di rinnovabili e nucleare (fonti a basse emissioni) a coprire il 50% della generazione elettrica mondiale.

I tassi di crescita che delineano il cambiamento sono netti e impressionanti: la produzione da fonti rinnovabili crescerà di circa 1.000 TWh all’anno fino al 2030 e, da solo, il fotovoltaico è responsabile di oltre il 60% della crescita (circa 600 TWh annui). In Europa, il solare ha già superato l’idroelettrico come seconda fonte rinnovabile. Anche per l’eolico si prospetta una crescita esponenziale nell’Unione Europea, mediamente del 10% all’anno, preparandosi a diventare la principale fonte di elettricità del blocco entro il 2030, superando anche il nucleare.

Il report prende in considerazione anche ulteriori asset del comparto energetico, necessari a supportare la crescita di produzione da rinnovabili. Su tutti, la flessibilità del sistema delle infrastrutture, la capacità di espandere le reti e i sistemi di accumulo con maggiore rapidità. Per integrare l’enorme mole di energia solare ed eolica, la IEA stima che gli investimenti nelle reti elettriche debbano aumentare del 50% entro il 2030, per scongiurare il rischio che migliaia di gigawatt di progetti rinnovabili rischiano di restare bloccati in attesa di connessione.

L’analisi di StartupNewsItalia. Il rapporto evidenzia per ogni singola tecnologia un ruolo specifico e differenziato nella nuova scacchiera energetica mondiale. Il Solare si conferma la tecnologia regina della transizione, fonte di generazione elettrica più economica nella maggior parte del mondo con un incremento annuo di circa 600 TWh e la copertura di più della metà della nuova domanda elettrica mondiale. La IEA sottolinea soprattutto come il calo dei costi dei moduli stia permettendo un’espansione massiccia non solo nei grandi parchi solari, ma anche nel settore residenziale e commerciale (autoconsumo). L’Eolico, sia onshore (a terra) che offshore (in mare), sta vivendo una fase di maturazione tecnologica, con turbine sempre più grandi ed efficienti ed è la fonte destinata a diventare il pilastro del continente, ma soffre più del solare per i ritardi burocratici nelle autorizzazioni e per l’aumento dei costi dei materiali, richiedendo politiche di supporto più mirate. L’Idroelettrico, sebbene la sua crescita sia più lenta rispetto al solare, rimane la principale fonte di energia rinnovabile al mondoin termini di capacità di stoccaggio e flessibilità, in forte recupero dopo anni di siccità che avevano limitato la generazione in regioni chiave come la Cina e il Sud America. Infine, il Nucleare, inserito tra le rinnovabili, anche se non in senso stretto, in quanto fonte low-emission (a basse emissioni) necessaria per il sorpasso sui fossili, raggiungerà i massimi storici grazie alla ripartenza di diversi reattori in Giappone, al completamento di nuovi impianti in Cina e India e al prolungamento della vita utile delle centrali in Francia.

il Direttore Responsabile Michele Di Schino