Africa: in un 2025 in netta ripresa, l’equity domina il mercato delle startup

Contenuto esclusivo StartupNewsItalia. Secondo gli ultimi dati, i finanziamenti hanno superato la soglia dei 4 miliardi di dollari, con il capitale di rischio (equity) che rappresenta quasi il 60% del totale

Il panorama del Venture Capital nel continente africano ha mostrato una resilienza straordinaria, tornando a livelli di dinamismo che non si vedevano dal 2022. I report di settore come Partech Africa Tech VC Report 2025, Africa: The Big Deal e Briter Bridges Africa Investment Report 2025, mostrano che l’ecosistema ha superato la soglia critica dei 4 miliardi di dollari, stabilizzando il capitale di rischio e vedendo un’esplosione senza precedenti del finanziamento tramite debito. Il volume totale dei finanziamenti ha raggiunto i 4,1 miliardi di dollari secondo Partech Africa, segnando una crescita del 25% su base annua, con Briter Bridges che addirittura stima una crescita complessiva del 32% nel volume di capitale e un aumento dell’8% nel numero di accordi conclusi. A trainare questa scalata è stato l’Equity, che da solo ha pesato per circa il 58-59% delle operazioni, confermandosi lo strumento preferito dagli investitori che scommettono sul lungo periodo, attestandosi a 2,4 miliardi di dollari.

La vera novità strutturale è costituita però dal record storico del finanziamento tramite debito, arrivato a 1,6 miliardi di dollari segnando un +63% rispetto all’anno precedente e rappresentando oltre il 40% del capitale totale. Si tratta di una maggiore maturità dell’ecosistema, dove le aziende non cercano solo capitale di rischio, ma cominciano a utilizzare linee di credito per sostenere la propria espansione operativa, soprattutto in settori come il Fintech, ancora pilastro fondamentale dell’ecosistema continentale, e il Climatetech, l’asset con la crescita più esponenziale, in particolar modo perla categoria Energia Solare, in assoluto la più finanziata da investitori in cerca di rendimenti prevedibili e modelli infrastrutturali.

Notevole e crescente l’interesse da parte di paesi non occidentali, in particolare Giappone e paesi del GCC (Golfo), che stanno diventando fonti di capitale sempre più cruciali, un dato direttamente correlato ai deal: escludendo le “mega-operazioni” (sopra i 100 milioni), la dimensione media dei finanziamenti ha raggiunto il livello più alto dal 2018, segno che gli investitori stanno scommettendo su startup più mature e con modelli di business già validati.

Geograficamente, sono ancora i cosiddetti “Big Four” ad attirare la stragrande maggioranza dei capitali, con in particolar modo il Kenya destinazione preferita per volume totale e in particolar modo per l’equity (32% del totale secondo Briter), grazie a una forte concentrazione di deal nel settore energetico e dei trasporti elettrici e il Sudafrica leader assoluto per quanto riguarda il debito e la crescita del settore ClimateTech, superando gli altri mercati sia per numero di accordi che per valore investito nel capitale di rischio. Quindi l’Egitto, con una crescita solida e costante (15% del capitale) e la Nigeria che, pur restando l’hub con il maggior numero di deal, ha registrato la sua quota di finanziamento più bassa dal 2019 (8%), a causa delle sfide macroeconomiche interne.

Dai report emergono tuttavia alcune criticità, come la difficoltà nelle Exit, che registrano solamente 63 acquisizioni in tutto il continente e un Gender gap enorme, con meno del 10% dei finanziamenti che è andato a startup con almeno una fondatrice donna.